“Inventori di malattie”: quel tanto discusso documentario Rai diventato virale tra i critici del sistema farmaceutico mondiale. Il video rilanciato da molteplici canali web

Presentato come un documentario contro i poteri forti e “censurato”, “Inventori di Malattie” è un reportage prodotto dal programma televisivo “C’era una volta“. Considerando il forte interesse degli utenti del web e la crescente popolarità del documentario a distanza di anni, abbiamo deciso di approfondire, facendo alcune semplici quanto significative constatazioni:

Effettuando una semplice ricerca su Google, infatti, il documentario è menzionato in una scheda dedicata di una sezione del sito rai.it. All’interno della sezione – cui link riportiamo qui sotto – è presente un riquadro con l’avviso della necessità dell’utilizzo del software Microsoft “Silverlight” per il corretto funzionamento del player. Essendo tale tecnologia oramai obsoleta (parliamo di una pubblicazione online risalente al 2009), non siamo riusciti a visionare il video. La definizione di “censura”, dunque, sino a prova contraria, non è corretta: si tratta perlopiù dell’impossibilità tecnica di visione del filmato. Non a caso, altri video presenti in quello stesso archivio e risalenti all’incirca allo stesso periodo temporale risultano anch’essi, di fatto, non visionabili. In tal senso, auspichiamo che i tecnici del sito web possano intervenire per ripristinare il corretto funzionamento di questa importante sezione del sito Rai, aggiornando la sezione ai moderni strumenti di navigazione online. Ma di che cosa parla il documentario? La scheda diffusa dalla Rai appare abbastanza chiara a riguardo:

“Il servizio mette in evidenza come l’industria farmaceutica finanziarizzata sia oggi in qualche modo costretta ad ingigantire, spesso con attente strategie di marketing della paura, nuove malattie pur di assicurare un rendimento crescente delle proprie azioni. I danni a carico della collettività mondiale e della sua salute sono incredibilmente evidenti. In America più di 5 milioni di bambini vengono trattati con psicofarmaci, semplicemente perché “troppo” vivaci” – si legge nella descrizione del prodotto televisivo. A distanza di anni, nel delicato periodo storico tra il 2020 ed il 2021, in molti hanno rispolverato il documentario ripubblicandolo su svariate piattaforme di video-sharing, contribuendo così a forme di scetticismo e diffidenza nei confronti di case farmaceutiche in troppi casi esposte a circostanze di profitto evidentemente basate sul sistema capitalistico in un contesto liberale con “anticorpi” forse non molto efficenti nei confronti dei grandi gruppi di potere. Ad onor del vero, più che “censura”, il documentario in questione ha ottenuto probabilmente più visualizzazioni dopo 10 anni di quanto non ne avesse ottenute all’epoca della sua diffusione iniziale, divenendo nel tempo un vero e proprio fenomeno virale scaricato e ricaricato da molteplici utenti in più piattaforme internazionali. A tal proposito, riportiamo qui sotto i link alle varie versioni del video diffuse da canali ufficiali e da alcuni utenti del web attraverso canali non ufficiali:

Il documentario su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=FSLHwhavjuk – secondo upload alternativo: https://www.youtube.com/watch?v=n8cDac_LZvY – terzo upload alternativo: https://www.youtube.com/watch?v=zOW_vWjZsr8 – L’analisi a cura di RadioRadio (1° parte): https://www.youtube.com/watch?v=xwYDkJ4eAgo – l’analisi a cura di RadioRadio (2° parte): https://www.youtube.com/watch?v=on-cU611fzc – la versione del video su DailyMotion: https://www.dailymotion.com/video/x5ux3z3 – Infine, la versione del video sul sito web Rai: https://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-65b961c3-2431-4ec8-aa1c-d87a4935bcb9.html

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