In Italia scoperta crioterapia abusiva non certificata, potenzialmente pericolosa. Intervengono i NAS

I Carabinieri del Nas di Roma, nell’ambito di una più ampia strategia di monitoraggio e controllo finalizzata alla repressione dei fenomeni illeciti connessi alla tutela della salute, individuavano alcune pubblicità che facevano esplicito riferimento ad attività medicali di “crioterapia”, attive in diverse palestre e centri benessere della capitale:

In particolare – rende noto il Ministero della Salute – i titolari delle strutture ispezionate sono stati sanzionati per aver attivato e mantenuto in esercizio cabine di crioterapia prive del prescritto titolo abilitativo rilasciato dalla Regione Lazio (il metodo crioterapico di cura è finalizzato alla prevenzione e alla riabilitazione delle malattie cronico-degenerative e degli stati infiammatori e l’utilizzo delle tecniche crioterapiche deve essere effettuato solo ed esclusivamente da personale medico specializzato che opera in strutture qualificate). La crioterapia viene utilizzata nel tentativo di alleviare il dolore muscolare, le distorsioni e il gonfiore dopo un danno ai tessuti molli o un intervento chirurgico. È comunemente usata per accelerare il recupero negli atleti dopo l’esercizio per decenni:

La crioterapia riduce la temperatura della superficie del tessuto per ridurre al minimo la morte delle cellule ipossiche, l’accumulo di edema e gli spasmi muscolari, che alla fine alleviano il disagio e l’infiammazione. I militari del Nas della Capitale, al termine delle verifiche, hanno sottoposto a sequestro amministrativo 6 “criocamere” (del valore complessivo di euro 180.000 euro) e hanno contestato sanzioni amministrative per euro 72.000.

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