In Italia bagnante in terapia intensiva dopo contatto con Caravella Portoghese

Della caravella portoghese si è parlato a lungo negli ultimi anni e spesso articoli riguardanti la sua possibile presenza nel mare Mediterraneo hanno diviso gli esperti:

Un avvistamento accertato, primo di quanto accaduto nelle ultime ore, è da ricondurre alla segnalazione risalente ad alcuni anni fa a largo dell’isola spagnola di Maiorca. Da allora molteplici sono stati gli articoli che però non sembra siano stati seguiti da attacchi di questo organismo marino. Tuttavia, a rialzare l’attenzione è stato un episodio – descritto come grave da buona parte dei giornali telematici – segnalato nelle ultime ore presso le isole Ciclopi, in Sicilia:

Stando a quanto si apprende, una donna avrebbe accusato mal di testa, vomito, aritmia cardiaca e persino attacchi di panico dopo aver avuto contatto con una caravella portoghese. Diversamente da quanto si possa pensare, la Physalia physalis non è una medusa ma un sifonoforo idrozoo marino (ovvero una colonia di organismi che vivono in simbiosi). Lungo le coste australiane orientali sono riportati circa 10.000-30.000 casi all’anno di punture di Physalia e solo 500 circa nelle acque occidentali e meridionali. Diversamente dalla P. physalis, che ha provocato almeno tre vittime a causa delle sue punture, non sono riportate vittime di punture di P. utriculus (variante australiana della specie). Ecco come sta la paziente che ha avuto contatto con i tentacoli della creatura marina:

Dopo aver accusato i malori, la donna è stata ricoverata presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico “San Marco” di Catania. Intervistata, la primaria dell’ospedale, ha dichiarato che “Sintomi così importanti e lesioni cutanee caratteristiche sulla schiena, sui glutei e sulle gambe lasciano immaginare che si tratti proprio della puntura di una Caravella portoghese”. Non vi è quindi certezza assoluta dell’origine dell’attacco, ma tenere bene a mente l’importanza di mantenere le distanze da questa creatura marina in caso di avvistamento è sempre un accorgimento che può salvare la vita. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un video-approfondimento diffuso sul web:

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