La storica affermazione dell’Alternative für Deutschland (AfD) alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt ha suscitato dure reazioni in tutta Europa. Il partito di estrema destra è arrivato primo, sfiorando la maggioranza assoluta e avvicinandosi, per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, alla possibilità di esercitare il potere a livello regionale. Secondo gli exit poll, l’AfD ha ottenuto il 43,8% dei voti, più del doppio rispetto alla precedente consultazione. Il risultato le ha assegnato 39 seggi su 83, tre in meno rispetto alla maggioranza assoluta. La CDU di Friedrich Merz si è fermata al 17,2%, perdendo circa la metà dei consensi. Più distanti i socialdemocratici, al 9,3%, i Verdi, all’8,9%, e la Linke, all’8,6%, con otto seggi ciascuna. Il voto ha provocato allarme tra i principali esponenti politici europei, mentre i leader nazionalisti e sovranisti hanno interpretato il successo dell’AfD come una richiesta di cambiamento da parte degli elettori:
L’allarme dei governi europei:
Il primo ministro socialista spagnolo Pedro Sánchez ha sostenuto che il risultato tedesco dimostra come “la minaccia estremista” stia guadagnando terreno in Europa e nel mondo, anche a causa della “resa della destra tradizionale”. Dalla Francia sono arrivate reazioni altrettanto preoccupate. Il ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha definito l’esito elettorale “un segnale molto, molto preoccupante” e ha parlato di una sfida decisiva di fronte a un’ondata populista ormai internazionale. Il ministro francese per gli Affari europei, Benjamin Haddad, ha descritto la vittoria dell’AfD come un momento “molto grave” per l’Europa. Pur invitando i partiti tradizionali ad ascoltare con maggiore umiltà la rabbia, le paure e le preoccupazioni degli elettori, Haddad ha escluso che nazionalismo e xenofobia possano rappresentare una soluzione. Anche il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha definito il risultato “un segnale molto preoccupante”. Il primo ministro Donald Tusk è stato ancora più netto, affermando che soltanto “idioti o traditori” potrebbero gioire per il trionfo dell’AfD. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha parlato di “terribili notizie”, sottolineando che l’AfD rappresenta una forza politica contraria ai valori liberali e occidentali. Nel programma elettorale pubblicato sul sito ufficiale di AfD, si parla anche della moneta unica:
«Per la Germania, la permanenza nell’eurozona è insostenibile»
«Il principio fondamentale dell’euro era: nessuna responsabilità per i debiti di altri paesi e nessun debito nazionale superiore al 60% del rispettivo prodotto interno lordo. Queste regole sono state distrutte» – si legge. «Con la sua politica monetaria basata su tassi di interesse antieconomici (politica dei tassi di interesse a zero), la BCE sta distruggendo tutti i sistemi pensionistici a capitale garantito, dalle pensioni aziendali e dai regimi pensionistici statali alle assicurazioni sulla vita private e ai risparmi privati. L’AfD chiede che venga preservato in modo permanente il libero utilizzo del contante quale importante libertà civile. Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di messa in comune a livello europeo dei rischi di responsabilità, in particolare quelli derivanti da operazioni bancarie. La Germania deve essere in grado di agire anche in caso di improvvisa crisi monetaria. Vogliamo prepararci tempestivamente alla reintroduzione di una nuova valuta nazionale (il “marco tedesco”). Le riserve auree della Bundesbank depositate all’estero devono essere trasferite in Germania integralmente e immediatamente come riserva temporanea» – si legge ancora sul sito web di AfD.
Gli elogi della destra nazionalista:
Il risultato è stato accolto con entusiasmo dai principali esponenti della destra radicale internazionale. Elon Musk ha congratulato pubblicamente l’AfD con un breve “Ben fatto!” sulla piattaforma X. Ulrich Siegmund, candidato di punta del partito in Sassonia-Anhalt, ha ringraziato il miliardario statunitense, auspicando una futura cooperazione economica e politica. Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sui social una schermata dei risultati elettorali, senza aggiungere commenti. Kirill Dmitriev, inviato presidenziale russo, ha rilanciato il post definendo quello dell’AfD un “trionfo storico e pragmatico”. Il partito tedesco sostiene posizioni favorevoli al Cremlino, chiede la fine degli aiuti all’Ucraina e si oppone al riconoscimento dello status di rifugiati per i cittadini ucraini. L’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán ha celebrato la vittoria come “una grande notte per la Germania e per l’Europa”, aggiungendo: “Allacciate le cinture. Questo è solo l’inizio”. Congratulazioni sono arrivate anche da Santiago Abascal, leader del partito spagnolo Vox, che ha definito il risultato “spettacolare” e una “grande speranza” per la Germania e l’Europa. André Ventura, leader del portoghese Chega, ha parlato di una “vittoria storica”. Il vicepremier italiano Matteo Salvini ha elogiato la co-leader dell’AfD Alice Weidel, descrivendo il risultato come un “successo clamoroso” e il segnale di una forte domanda di cambiamento, sicurezza e lavoro. Salvini ha inoltre accusato la sinistra di aver alimentato paure e scenari catastrofici, sostenendo che il voto rappresenti semplicemente l’espressione della democrazia. Anche Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà olandese, ha rivolto le sue congratulazioni all’AfD. Nel Regno Unito, Rupert Lowe, leader di Restore Britain, ha definito la vittoria tedesca “un’ispirazione” per il proprio movimento nazionalista. Link video:
La distanza del Rassemblement National:
Non tutta la destra radicale europea ha però accolto con favore il risultato. Il francese Rassemblement National ha mantenuto le distanze dall’AfD, considerandone le posizioni e la retorica troppo estremiste. La frattura tra i due partiti si era consumata dopo alcune dichiarazioni di Maximilian Krah, esponente di primo piano dell’AfD, che aveva ridimensionato i crimini commessi dalle SS naziste sostenendo che non tutti i membri dell’organizzazione fossero criminali. A pesare sulla rottura sono state anche le rivelazioni relative al sostegno dell’AfD a piani per la deportazione di massa degli immigrati. Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha confermato che il suo partito non intende ricostruire un’alleanza con la formazione tedesca. Tuttavia, ha riconosciuto che la pressione elettorale esercitata dall’AfD sta contribuendo a spostare verso destra le politiche del governo tedesco, citando in particolare il ripristino dei controlli alle frontiere. Link video dell’evento politico:
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