Immigrazione clandestina, arrestato consigliere PD nel salernitano “sistema ben collaudato per tratta di schiavi”

Un sistema collaudato che partiva dal Marocco e terminava sino ad Eboli. E’ l’incredibile scoperta effettuata dai Carabinieri grazie ad un testimone. Al timone dell’associazione c’era il marocchino Hassan Amezghal, detto “Hassan appost”; e poi Pasquale Infante, capogruppo del Pd al Comune di Eboli, a cui era demandato il compito di mettere in ordine le carte.

Infante non deve rispondere di presunti reati commessi nelle vesti di consigliere. Commercialista di professione, infatti, è accusato di aver svolto un ruolo chiave nella gestione delle pratiche di immigrazione. A lui gli inquirenti contestano di essere al vertice dell’organizzazione.  In tutto, l’indagine riguarda 48 indagati. Infante, secondo la Procura Antimafia di Salerno che conduce le indagini, guidava insieme al marocchino Hassan Amezgha, un’organizzazione “specializzata” nel traffico umano di braccianti agricoli dall’Africa alla Piana del Sele. L’esponente del Pd campano, si legge su Salernotoday, in quanto commercialista avrebbe avuto il compito di mettere in ordine le carte riguardanti lo sfruttamento dei migranti, opera nella quale sarebbe stata anche la sorella Maria Infante che lavora con lui nel suo studio di consulenza. Il gip ha concesso gli arresti domiciliari al piddino campano perché riteneva non vi fossero i presupposti per trattenerlo in carcere. Ora, spetterà a Infante difendersi al meglio da queste accuse onde evitare di ‘infangare’ il nuovo corso del Pd iniziato con la vittoria di Nicola Zingaretti a segretario del partito.

Ieri Cgil Campania, Flai Cgil Campania e Flai Cgil Salerno hanno diffuso una nota in cui si legge: “Con l’operazione di oggi viene messo a segno l’ennesimo duro colpo al caporalato in provincia di Salerno dimostrando, allo stesso tempo, come il fenomeno sia ancora largamente e drammaticamente diffuso nonostante l’approvazione della legge 199 del 2016 che, ad oggi, per mancata volontà di questo Governo non viene pienamente applicata. Come Cgil Campania e Flai Cgil Campania e Salerno, abbiamo chiesto fin dal primo momento successivo all’approvazione di questa legge, frutto di anni di lotte e di sindacato di strada, che si adottassero tutte le misure necessarie a rendere questa legge uno strumento efficace per debellare il fenomeno e favorire un’occupazione sana e legale dei braccianti agricoli comunitari ed extracomunitari che da decenni vivono e lavorano, spesso in condizioni disumane, tra l’Agro nocerino-sarnese e la Piana del Sele”.