Il premier canadese a Davos: «L’Ordine Mondiale è finito, era una finzione. Ne costruiremo uno nuovo basandoci su diritti ed economia interna» – video

«Oggi parlerò di una rottura nell’ordine mondiale, della fine di una piacevole finzione e dell’inizio di una dura realtà, in cui la geopolitica, la grande e principale potenza, non è sottoposta a nessun limite, a nessuna costrizione. D’altro canto, vorrei dirvi che gli altri Paesi, in particolare le potenze intermedie come il Canada, non sono impotenti. Hanno la capacità di costruire un nuovo ordine che comprenda i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l’integrità territoriale dei vari Stati» – ha dichiararlo al World Economic Forum (svoltosi nel comune Svizzero di Davos) è stato Mark Carney (Premier canadese dal marzo 2025). «Innanzitutto, significa dare un nome alla realtà. Smettere di invocare un ordine internazionale basato su regole come se funzionasse ancora come pubblicizzato. Chiamatelo con il suo nome:

«Costruire un’economia interna forte»

un sistema di intensificazione della rivalità tra grandi potenze, in cui i più potenti perseguono i propri interessi, usando l’integrazione economica come coercizione. Significa agire in modo coerente, applicando gli stessi standard ad alleati e rivali. Quando le potenze medie criticano le intimidazioni economiche provenienti da una direzione, ma restano in silenzio quando provengono da un’altra, stiamo tenendo il cartello in vetrina. Significa costruire ciò in cui affermiamo di credere, anziché aspettare che il vecchio ordine venga ripristinato. Significa creare istituzioni e accordi che funzionino come descritto. E significa ridurre la leva finanziaria che consente la coercizione: questo significa costruire un’economia interna forte. Dovrebbe essere la priorità immediata di ogni governo. E la diversificazione a livello internazionale non è solo prudenza economica, ma è una base materiale per una politica estera onesta, perché i paesi guadagnano il diritto a posizioni di principio riducendo la loro vulnerabilità alle ritorsioni. «Stiamo buttando il cartello fuori dalla finestra. Sappiamo che il vecchio ordine non tornerà. Non dovremmo piangerlo. La nostalgia non è una strategia, ma crediamo che dalla frattura possiamo costruire qualcosa di più grande, migliore, più forte, più giusto. Questo è il compito delle potenze medie, i paesi che hanno più da perdere da un mondo di fortezze e più da guadagnare da una vera cooperazione.» Il premier canadese ha quindi aggiunto che «I potenti hanno il loro potere. Ma anche noi abbiamo qualcosa: la capacità di smettere di fingere, di dare un nome alla realtà, di costruire la nostra forza in casa e di agire insieme. Questa è la strada del Canada. La scegliamo apertamente e con fiducia, ed è una strada aperta a qualsiasi Paese disposto a seguirci. Grazie mille.» – ha concluso. La presidente della Bce, Christine Lagarde, non si è detta d’accordo con la valutazione del premier canadese Mark Carney, da cui è partita la riflessione, sul mondo giunto a una “rottura”:

«Serve un piano B»

«Invece che di rottura dovremmo parlare di alternative, è il momento di capire cosa non ha funzionato in passato e cercare un piano B», ha affermato Lagarde. La numero uno dell’Eurotower non ritiene che la cooperazione internazionale appartenga al passato. «Da un punto di vista economico, dipendiamo tutti l’uno dall’altro», ha aggiunto Lagard, «a volte ci sono posizioni di forza ma tutte le direzioni devono essere esplorate, dobbiamo imparare a distinguere i segnali dal rumore». Il link al video dell’intervento del premier canadese:

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