«Il Dpcm ha distrutto il nostro sogno». Chiude il ristorante dove lavoravano 14 ragazzi con la sindrome di down

Un sogno distrutto a causa di un decreto. E’ il disagio reso pubblicamente noto dai responsabili di un ristorante della capitale che con grande impegno era riuscito a coinvolgere lavoratori affetti dalla sindrome di Down. Un sogno andato in fumo che, purtroppo, non vede affatto un futuro speranzoso, almeno per il momento:

locanda dei girasoli

Come riportano fonti giornalistiche telematiche, infatti, già prima dell’ultimo decreto firmato dal Presidente Conte, l’attività aveva riscontrato un drammatico calo da 3.000 a 400 coperti al mese, con una conseguente riduzione del 70% del fatturato. L’imposizione di chiusura entro e non oltre le ore 18,00 sembra rappresenti il colpo di grazia finale che mette in crisi l’intera organizzazione in maniera definitiva. Sgomento e rammarico per chi ci aveva creduto:

“I nostri clienti, a causa del Covid, uscivano meno, volevano spendere meno e così abbiamo avuto un crollo. Siamo passati, anche a causa del distanziamento sociale da rispettare, da 3.000 coperti al mese a 400. Un calo del 70% del fatturato. E il ristoro ottenuto dal governo è stato di 8mila euro in quasi tre mesi” – fa sapere il titolare, quindi, il pensiero drammatico: “Adesso tutti ci chiedono “e adesso che facciamo?” e noi non sappiamo cosa rispondere. Stavolta non so cosa succederà nei prossimi mesi, se ce la faremo, se riapriremo. Io mi attiverò in tutti i modi, farò il possibile, lo giuro”.

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