“I pazienti Covid possono essere curati a casa con protocollo domiciliare per non intasare gli ospedali” – medici vincono ricorso al Tar Lazio – video

“Il covid-19 è una malattia che deve essere affrontata ai primi sintomi nella propria casa, evitando così in molti casi un peggioramento verso una forma più grave che costringe al ricovero in ospedale” – dichiaravano alcuni medici italiani. Una posizione accolta dal Tar Lazio lo scorso mese (marzo 2021) dopo il ricorso presentato dai professionisti del sistema sanitario:

L’ordinanza del Tar del Lazio del 2 marzo sancisce infatti che i medici non sono tenuti a osservare le linee guida emanate dall’Aifa il 9 dicembre scorso. “Considerato che, a una valutazione sommaria propria della fase cautelare, il ricorso appare fondato – è possibile leggere nella sentenza del Tar -, in relazione alla circostanza che i ricorrenti fanno valere il proprio diritto/dovere, avente giuridica rilevanza sia in sede civile che penale, di prescrivere i farmaci che essi ritengono più opportuni secondo scienza e coscienza, e che non può essere compresso nell’ottica di una attesa, potenzialmente pregiudizievole sia per il paziente che, sebbene sotto profili diversi, per i medici stessi” – riporta la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale. I medici chiedono che “venga stabilito un protocollo nazionale di cura domiciliare e che venga rafforzata la medicina territoriale, anche attraverso la creazione in ogni Regione delle unità mediche pubbliche di diagnosi e cura domiciliare del covid-19 (USCA) previste dalla legge nazionale ma istituite solo in alcune Regioni. L’epidemia si affronta a casa prima che in ospedale” è ciò che è scritto sul sito https://www.terapiadomiciliarecovid19.org, che promuove l’iniziativa. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link al video diffuso su YouTube:

 

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