Guerra, perché la Russia si sta ritirando? E’ in corso una strage anche per i soldati di Mosca

Nei primi giorni del mese di aprile del 2022, i media Occidentali stanno segnalato l’inaspettato ritiro delle truppe dell’esercito russo. Una situazione insolita che modifica il contesto del drammatico conflitto in corso. Una domanda sorge spontanea:

Perché Mosca sta ordinando ai suoi soldati di spostarsi anziché proseguire l’invasione? Stando a quanto riportato dal giornale britannico Daily Mail, oltre agli ucraini, anche il paese governato da Vladimir Putin starebbe registrando enormi perdite umane: si parlerebbe di circa 20.000 soldati russi deceduti in poche settimane. Mentre Mosca non si sbilancia sui dati dei decessi tra le file del suo esercito, a questo, poi, si aggiungono quelli che il Cremlino ha sempre definito i suoi obiettivi principali

Sin dall’inizio del conflitto, infatti, Putin ha sottolineato l’intenzione di “denazificare l’Ucraina” che, tradotto in gergo più ordinario, significherebbe rendere il paese neutrale, all’infuori della NATO e per nulla minaccioso (dal punto di vista di Putin) nei confronti della Russia. Obiettivi forse vicini ad una svolta se si pensa alle recenti aperture del Presidente ucraino Zelensky (che si è detto deluso dall’Alleanza Atlantica e pronto a negoziare direttamente con Putin). Inoltre, anche se l’impressione dal punto di vista occidentale è sempre stata quella di un paese invasore con rinnovate ambizioni imperialiste, il Governo russo ha sempre dichiarato di non voler occupare l’Ucraina ma soltanto di neutralizzarla militarmente, con il chiaro messaggio di voler evitare un’occupazione di lunga durata. Un obiettivo che, in realtà, non è stato raggiunto ma che, con una parziale ritirata potrebbe concludersi con un negoziato tra le due parti. Almeno si spera. Mentre Kiev denuncia al mondo crimini contro l’umanità a Mariupol, Bucha e in altre località ucraine, secondo Mosca i nazionalisti ucraini starebbero intralciando ed interrompendo bruscamente i corridoi umanitari. L’Ucraina ribadisce i crimini di guerra puntando il dito contro Mosca e appellandosi al Tribunale dell’Aia:

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