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Guerra all’Iran: schizzano prezzi di petrolio e gas, a rischio bollette energia

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Le recenti tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz stanno avendo un significativo impatto sui mercati energetici globali. In particolare, l’attacco congiunto degli Stati Uniti d’America e di Israele all’Iran ha innescato un rialzo notevole dei prezzi del petrolio, con il Brent che ha toccato i massimi da oltre un anno. A partire dal 2 marzo 2026, il prezzo del Brent con consegna ad aprile è schizzato in su del 14%, raggiungendo 82,37 dollari al barile. Anche il greggio West Texas Intermediate (Wti) ha registrato guadagni significativi, attestandosi attorno ai 72,80 dollari al barile. Questa impennata precoce nel mercato ha già avuto ripercussioni dirette sui costi per i consumatori, con un incremento medio dei carburanti e delle bollette energetiche:

Le conseguenze per consumatori e mercati:

Secondo le attuali rilevazioni, il costo del diesel è aumentato, con il prezzo self-service che è passato a 1,728 euro/litro e il diesel servito a 1,865 euro/litro. Questi aumenti non rappresentano ancora il culmine, poiché i listini dei carburanti potrebbero ulteriormente rincarare nei prossimi giorni, a seguito dell’instabilità prolungata nella regione.  Ma i pericoli riguardano anche le bollette energetiche degli italiani – avvisa il Codacons – Le quotazioni dell’indice Ttf segnano infatti un rialzo del 25% a 39,85 euro al megawattora, raggiungendo i livelli massimi da febbraio 2025. Un andamento che potrebbe presto essere trasferito sulle tariffe praticate in bolletta a famiglie e imprese, con un incremento generalizzato della spesa sia per il gas che per l’energia elettrica, in un momento in cui i consumi sono ancora elevati. Allarme infine anche per i prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti: la guerra in Medio Oriente ha bloccato infatti il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, snodo chiave per il transito di numerose materie prime, con una conseguente crisi della logistica e un aumento dei costi a livello globale che rischia di essere trasferito sui consumatori attraverso i prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati – avvisa il Codacons. Le tensioni in Medio Oriente non solo stanno causando un aumento immediato dei prezzi del petrolio e dei carburanti, ma stanno anche avviando un effetto domino che potrebbe influenzare le spese quotidiane di famiglie e imprese. Con la crescente pressione inflazionistica, i consumatori devono prepararsi a un possibile aumento delle bollette e dei prezzi al dettaglio, rendendo i prossimi mesi un periodo critico per l’economia globale.

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