Guardia di Finanza indaga su piano pandemico: militari al Ministero della Salute. Ipotesi di reato: pandemia colposa e falso

I militari della Guardia di Finanza hanno ricevuto l’incarico dalla Procura di Bergamo di acquisire documenti, anche presso il Ministero della Salute. I magistrati dovrebbero risentire il ministro Speranza. Ufficialmente, non ci sono indagati ma – come riportano fonti giornalistiche telematiche – le indagini proseguono:

RaiNews scrive che nella mattina del 14 gennaio, alle 9:30, la Guardia di Finanza è entrata negli uffici dell’Eur e di Trastevere del Ministero della Salute per acquisire tutta la documentazione dal 2006 ad oggi relativa al mancato aggiornamento del piano pandemico e alla sua mancata applicazione all’inizio della pandemia. I dubbi sul piano pandemico erano anche emersi nel corso di reportage giornalistici trasmessi dalla trasmissione Report. Repubblica riporta che il principale nodo da sciogliere interessa quella bozza di aggiornamento del piano pandemico stilata nel gennaio 2020 da parte del Comitato Tecnico Scientifico (CTS). Il pubblico ministero starebbe considerando l’ipotesi che tale bozza sia stata tenuta segreta probabilmente per non creare panico tra la popolazione:

I militari si sono fatti consegnare la documentazione relativa al piano pandemico del 2017 che si ritiene – scrive TPI – sia una sostanziale copia di quello del 2006, mettendo in discussione la reale esistenza di un vero piano anti-Covid-19 che, se l’ipotesi fosse confermata, si rivelerebbe di fatto inesistente. AGI ricorda che le acquisizioni si spiegano con la convocazione per il 20 gennaio di 4 alti dirigenti del Ministero:

l’attuale direttore generale, il suo predecessore e altri due dirigenti coinvolti nella preparazione del piano. Le Fiamme Gialle hanno fatto visita anche agli uffici dell’ATS di Bergamo, di Seriate e della Regione Lombardia e i militari hanno chiesto la consegna di tutta la documentazione cartacea ed elettronica. La Procura di Bergamo vuole far luce sulla mancata zona rossa nella val SerianaEco di Bergamo aggiunge che l’inchiesta include “l’anomala chiusura e riapertura del pronto soccorso di Alzano Lombardo e i molti morti nelle RSA della bergamasca”. Come riporta Il Fatto Quotidiano le indagini sono partite anche grazie alle ripetute segnalazioni del comitato Noi Denunceremo. Il conduttore televisivo Sigfrido Ranucci (Report) ha riassunto la vicenda in un post pubblicato il 14 gennaio su Facebook:

“Questa mattina intorno alle 9:30 la Guardia di Finanza si è presentata presso gli uffici romani del Ministero della Salute a Trastevere e all’Eur su mandato della Procura di Bergamo per acquisire tutta la documentazione dal 2006 ad oggi sul mancato aggiornamento del piano pandemico e sulla sua applicazione all’inizio della prima ondata Covid-19. Risultano in corso accessi anche agli uffici di Claudio D’Amario, oggi al Dipartimento sanità abruzzese ma Direttore della Prevenzione nazionale a inizio epidemia, e della ASST di Bergamo. Le ipotesi di reato sono epidemia colposa e falso.
In concomitanza con le convocazioni in Procura di numerosi dirigenti del Ministero e dello stesso ministro Speranza, avvenute negli scorsi giorni, segnali di nervosismo circolavano a Lungotevere Ripa: alcuni osservatori hanno letto l’indicazione ministeriale del 2009 come prima data di aggiornamento del piano pandemico, trapelata con una bozza confidenziale, come un modo di scaricare le responsabilità su Ranieri Guerra, ex DG Prevenzione e oggi numero due dell’OMS. A sua volta Ranieri Guerra aveva detto all’AGI che il governo già nei primi mesi del 2020 aveva a disposizione un Piano anti-Covid, smentendo il CTS che aveva parlato di semplici scenari. Fonti interne raccontano di una frenetica attività durante le feste natalizie per redigere un nuovo piano pandemico.
L’acquisizione di documenti interni e riservati potrebbe portare a una svolta nelle indagini e fare luce su quanto accaduto nelle prime settimane del 2020, inchiodando i responsabili di eventuali mancanze” – ha concluso. Le indagini proseguono ma attualmente non risultano indagati ufficiali sulla vicenda.  A tal proposito, riportiamo qui sotto le inchieste diffuse da Report sul web:

 

Un altro servizio di Report:

 

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