Governo blocca aereo acquistato da Renzi “risparmieremo 150 milioni di euro” – video

“Ieri abbiamo salutato l’Air Force Renzi, un assurdo capriccio da 150 milioni di euro che non peserà più sugli Italiani. Stiamo finalmente mettendo le cose in chiaro: meno privilegi per la politica e più servizi per i cittadini” – fa sapere il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio. Un primo annuncio lo aveva già dato il premier Giuseppe Conte: il governo vuole rescindere il contratto di leasing con Airbus per gli A340-500 per i voli di Stato. In particolare il cosiddetto ‘Air Force Renzi’, ovvero l’aereo voluto dall’ex presidente del consiglio per i voli intercontinentali, preso in leasing da Etihad, ma mai usato né riconvertito come avrebbe appunto voluto l’ex segretario del Pd.

Per questa dismissione ieri si sono mobilitati ben tre ministri – Di Maio, Toninelli e Trenta – che con una lettera hanno chiesto ad Alitalia di intervenire sul contratto, rescindendolo. “Meno spreco di denaro pubblico, si è trattato di un’operazione del tutto svantaggiosa – ha spiegato Conte – parliamo di circa 150 milioni di euro spesi per soli 8 anni di noleggio, inclusi i 20 milioni per riconfigurarlo, per un velivolo quasi mai usato. È uno spreco e un capriccio a cui noi rinunciamo molto volentieri”.

“Voleva farci la camera presidenziale e la vasca da bagno, lo stop a questo Air Force Renzi è la fine dell’Ancien Règime”, ha infatti sintetizzato il vicepremier Luigi Di Maio, che con Toninelli è salito sull’aereo, ripreso dalle telecamere, per mostrare a tutti “l’arroganza di chi c’era al potere, che ha portato a comprare un aereo da 300 posti”. Con lui anche una delegazione di parlamentari stellati, tra cui Paola Taverna, felice di poter “visitare l’Air Force Renzi prima di restituirlo agli arabi“.

Il valore complessivo del contratto di noleggio a lungo termine dell’”Air Force Renzi”, come ha potuto constatare un’inchiesta de Il Fatto, supera infatti i 144 milioni di euro suddivisi in 5 lotti: il primo è il leasing, appunto, che è la parte più rilevante dell’affare. Ci sono poi la manutenzione e i servizi Camo di ingegneria per i quali è stata pattuita la cifra di 31 milioni e 751 mila euro. Le operazioni di supporto e l’handling, compreso il ricovero del velivolo in un hangar a Fiumicino che prevedono un esborso di 12 milioni e 500 mila euro. Il training, l’addestramento specifico (4 milioni di euro in totale) per chi deve pilotare quell’aereo che è molto particolare e non nel senso buono. E infine la riconfigurazione Vip del jet con una previsione di spesa di 20 milioni di dollari per allestire la sala riunioni, la cabina doccia, le camere. La riconfigurazione, però, non è mai partita: la gara per l’affidamento dei lavori è stata chiusa alla fine dell’anno passato, ma nel frattempo ci sono state le elezioni e nessuno ai è più fatto carico di completare il progetto di Renzi, il quale, per sua stessa ammissione, non è mai salito su quell’aereo.

Non solo, Alitalia è poi fallita e gli arabi di Etihad sono fuggiti. Non a mani vuote, però, anzi, si sono portati via un contratto che gli garantisce entrate fino al 2024, anno in cui lo Stato italiano tramite Alitalia avrà finito di pagare agli emiri le 96 rate per il velivolo. Non solo, la somma sborsata dallo Stato italiano non è per l’acquisto, ma solo per appena un terzo del leasing totale. Il quale, inoltre, è di tipo solo operativo, così che alla fine l’aereo tornerà al suo legittimo proprietario cioè Etihad. Video:

“Credo di non aver mai viaggiato con un aereo così grande, ci sono 300 posti a sedere, 150 milioni di euro per viaggiare, non so, con un intero Comune…”, ha detto ancora Di Maio, che ha aggiunto: “Questo aereo è un pacco, è talmente grande come l’ego dell’ex presidente Renzi, che lo dobbiamo tenere a Fiumicino. Questo aereo costava 27 milioni di euro, il governo ha pagato 8 anni di rate, per un totale di 150 milioni, soldi italiani, tra l’altro i documenti di questo atto erano secretati, poi arriva il M5s al governo e desecreta i documenti”.

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