Giorno della Memoria: l’iniziativa di Apamri, Astifosiroma e Sinergitaly

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il “Giorno della Memoria”, una ricorrenza istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto e per riflettere sugli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Anche quest’anno, l’associazione APAMRI (associazione di amicizia parlamentare tra gli insigniti della Repubblica Italiana), in collaborazione con Sinergitaly e Astifosiroma, si impegna a coinvolgere e sensibilizzare la comunità, mantenendo viva la memoria storica di un periodo oscuro che ha profondamente segnato l’umanità.

Il presidente dei parlamentari, onorevole Carla Giuliano, il presidente degli insigniti di APAMRI, cav. uff. Riccardo Di Matteo, e il segretario generale commendatore Dott. Michele Grillo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e presidente di ASTIFOSIROMA, dichiarano che la memoria è un valore da coltivare, un punto di partenza su cui costruire, una guida che ci orienta nel presente e ci insegna a scegliere con responsabilità. La memoria è una bussola, una responsabilità condivisa, un impegno che contribuisce a rinnovare la nostra capacità di riconoscere l’umanità dell’altro. Oggi più che mai, nel cuore dell’Europa e in troppe zone del mondo, assistiamo a sofferenze e violenze, e troviamo in noi un crescente senso di smarrimento davanti al deteriorarsi del dialogo. Comprendiamo quanto sia fragile la pace e quanto sia necessario difendere la dignità umana, senza eccezioni. Le storie delle sopravvissute e dei sopravvissuti all’orrore dell’Olocausto, il loro coraggio e la loro volontà di testimoniare, continuano a guidarci, anche ora che il tempo allontana progressivamente le voci dirette. Il loro insegnamento diventa un patrimonio morale che ci impegna a scegliere, ogni giorno, la strada della responsabilità e della solidarietà. Conservare la memoria significa riconoscere nel presente i segnali che un tempo furono ignorati; significa non restare indifferenti di fronte all’odio, alla discriminazione, e alla tentazione di dividere il mondo in “noi” e “loro”.

Nel Giorno della Memoria del 2026, mentre ci prepariamo a ricordare le vittime della Shoah e tutte le persone perseguitate e uccise dal nazifascismo, ci troviamo di fronte a un mondo attraversato da tensioni profonde, da conflitti che mettono a dura prova la convivenza, e da crisi che interrogano la nostra coscienza collettiva. Il Giorno della Memoria ci ricorda che la disumanizzazione è il primo passo verso un abisso da cui si rischia di non poter più tornare indietro: nasce da parole che feriscono, da discriminazioni che si insinuano, a cui è permesso di mettere radici, e da identità negate. E proprio per questo va contrastata ovunque e comunque si manifesti, anche attraverso il valore del ricordo. Ricordare non è voltarsi indietro: è avere il coraggio di guardare avanti. È un atto di responsabilità verso le generazioni che verranno, perché la memoria – quando è viva, condivisa e consapevole – non è un fardello, ma una forza che ispira il futuro. Che questo 27 gennaio sia, per tutte e tutti, un invito a continuare a coltivare il valore del ricordo, e a non smettere di scegliere l’umanità, sempre.

 

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