Genitori contrari ad antinfiammatorio aggrediscono infermiera “ti uccido” – video

Momenti di terrore all”ospedale pediatrico Santobono” di Napoli dove i genitori di un ragazzino, in disaccordo per la somministrazione di un farmaco al figlio, hanno letteralmente messo a soqquadro l’ospedale minacciando persino di morte l’infermiera che è stata costretta a rinchiudersi in uno sgabuzzino per sfuggire all’ira del padre del ragazzino. Urla e minacce anche da parte della madre incurante dei piccoli pazienti che in quel momento erano presenti nel Pronto soccorso dell’ospedale. Anche la presenza di alcuni agenti di Polizia, non hanno messo fine alla violenza, volgarità e indecenza della coppia in un luogo dove nessuno dovrebbe agire in quel modo e soprattutto aggredire il personale medico che opera solamente per il bene degli altri:

L’infermiera, vittima dell’aggressione, si è rivolta al Consigliere Regionale Emilio Borrelli, che ha diffuso su Facebook il racconto dell’operatrice sanitaria e il video ripreso da uno dei presenti nel quale si nota con quale aggressività e sconcezza i due coniugi si sono comportati nei confronti dell’infermiera: “Le scrivo per raccontarle un episodio spiacevole, un atto di violenza che ha interrotto il servizio del pronto soccorso del Santobono per più di 2 ore, mettendo a rischio la salute mia e soprattutto quella dei piccoli pazienti che non hanno potuto ricevere degna assistenza in quei momenti. Io, infermiera di pronto soccorso pediatrico, ho dovuto abbandonare il posto di lavoro durante il turno notturno. Mi è stato impedito di svolgere il mio lavoro, sono stata nascosta dalle mie colleghe in uno stanzino, rinchiusa a chiave per difendermi. Sono stata bersaglio di gente che nemmeno voglio classificare. Ho dovuto tranquillizzare una mamma giunta in ospedale con una neonata che respirava male, perché sentendo inveire contro di me, mentre tra l’altro le spiegavo che sua figlia sarebbe stata la prossima bambina ad essere visitata visto la difficoltà respiratoria… perché aveva paura che quella gente si arrabbiasse con lei per la precedenza acquisita. Sono stata oggetto di minacce e violenza per più di 2 ore (mi è stata quasi lanciata una bombola di ossigeno ed un estintore) per aver somministrato, chiedendo al genitore presente, del Nurofen a un ragazzo di 12 anni con un dolore toracico, dolore valutato ben 2 volte secondo i protocolli in uso. Ma la madre, non presente alla valutazione, non era d’accordo sulla somministrazione del farmaco visto che il paziente era a suo dire asmatico (ma non ho avuto modo di farle capire che le due cose non sarebbero mai state correlate!). Sono stanca di svolgere il mio lavoro così – continua l’infermiera – non ho più voglia di combattere la violenza e la mancanza di rispetto per noi operatori sanitari. Non so se mai ci potrà essere soluzione. Ringrazierò sempre le mie colleghe che hanno fatto di tutto per tutelarmi e i poliziotti che hanno provato a sedare la rissa che definirei unilaterale. Ci mettiamo il cuore inutilmente.” Nel filmato – che riprende alcuni momenti dell’aggressione – si sente dire dall’uomo rivoltosi all’infermiera:

Lo giuro sui miei figli, ti uccido. Se mio figlio si sente male, ti uccido.” “Assurdo. Abbiamo chiesto di identificare questi individui che dovranno essere denunciati “- ha commentato Borrelli – “Ormai la situazione è fuori controllo e non si può più tollerare che certi soggetti portino terrore e violenza negli ospedali tra i presenti ed impedendo al personale medico di svolgere le proprie mansioni. Servono presidi militari nei pronto soccorso e pene severe per violenti. Ad oggi nessun soggetto che ha sfasciato o realizzato aggressioni in un ospedale ha subito una condanna e intanto è sempre meno il personale medico disposto a lavorare nei pronto soccorso per paura di essere sottoposto a violenza”. Il Video è stato diffuso su Facebook e poi rilanciato anche da alcune testate su YouTube:

I coniugi, napoletani con precedenti di polizia, sono stati denunciati dalla Polizia per interruzione di servizio pubblico e di un servizio di pubblica necessità.

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