Gaza, attacco israeliano uccide giornalisti, morti anche i cameraman

Il giornalista di Al Jazeera Anas al-Sharif è stato ucciso insieme ad altri quattro colleghi in un attacco mirato israeliano contro una tenda che ospitava giornalisti a Gaza City. Stando a quanto si apprende, sette persone sono rimaste uccise nell’attacco alla tenda situata fuori dal cancello principale dell’ospedale al-Shifa di Gaza City, avvenuto domenica sera. Tra loro, il corrispondente di Al Jazeera Mohammed Qreiqeh e i cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa.

Israele continua a portare avanti il suo piano d’attacco a Gaza, nonostante le crescenti critiche internazionali. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che l’obiettivo dell’operazione non è occupare la Striscia di Gaza, ma liberarla da Hamas. “Ci sono ancora migliaia di terroristi”, ha affermato Netanyahu, sottolineando che il “calendario stabilito è abbastanza rapido” e che questo è il modo migliore per porre fine al conflitto.Le parole di Netanyahu non sono state accolte bene dalla fazione palestinese, che ha risposto accusando il premier di mentire. Nel frattempo, l’ONU ha denunciato la situazione come una “pericolosa escalation” e ha convocato una riunione del Consiglio di sicurezza per discutere le azioni israeliane. Londra e Parigi hanno chiesto a Israele di fermare le operazioni militari, evidenziando la necessità di una soluzione pacifica.

In un contesto di tensione crescente, anche il calciatore del Liverpool, Mohamed Salah, ha espresso ha reso noto all’Uefa di aver reso omaggio a quello che ha definito il “Pelé palestinese”, chiedendo di rivelare chi lo ha ucciso.

In un ulteriore sviluppo, il primo ministro australiano, Anthony Albanese, ha annunciato che l’Australia riconoscerà lo Stato palestinese all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. Albanese ha dichiarato: “Finché non esisteranno uno Stato israeliano e uno Stato palestinese, la pace potrà essere solo temporanea”, sottolineando il diritto del popolo palestinese a un proprio Stato.

La situazione a Gaza continua a evolversi rapidamente, con le conseguenze del conflitto che si fanno sempre più evidenti sia sul campo che a livello diplomatico.

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