Le investigazioni sul grave furto di fentanyl avvenuto all’ospedale Israelitico di Roma sono entrate in una fase più intensa. La Polizia giudiziaria ha operato all’interno della struttura, con il coinvolgimento del nucleo investigativo dei Carabinieri della Capitale e dei reparti del NAS. Stando a quanto si apprende, i controlli si sono concentrati su documentazione amministrativa, registri relativi all’acquisizione e alla gestione dei farmaci e, in particolare, sulle procedure legate alla chiave dell’armadietto che custodiva le fiale di stupefacenti. Secondo quanto ricostruito, la presenza di più figure interne abilitate all’accesso ha reso necessari approfondimenti e verifiche incrociate, anche attraverso l’ascolto di alcune persone che operano nell’ospedale. Le attività investigative, svolte nell’arco di diverse ore, hanno portato a raccogliere informazioni e dati utili a ricostruire tempi e modalità dell’episodio. Dal punto di vista dell’accesso ai locali e agli strumenti di custodia, risulterebbe che circa una ventina di persone avrebbero potenzialmente avuto la chiave della cassaforte. Tra queste vi sarebbe anche il corpo di guardia, indicato come responsabile nelle ore di chiusura della farmacia. La dinamica del furto, inoltre, sarebbe emersa come avvenuta in due momenti diversi:
un primo ammanco sarebbe stato rilevato nel conteggio del 22, mentre un’ulteriore sottrazione avrebbe riguardato altre fiale risultate mancanti al momento del 24, giorno in cui è stata formalizzata la denuncia. Un elemento emerso dalle verifiche è la mancanza di segni di effrazione sulla cassaforte al momento dell’arrivo dei Carabinieri. L’ospedale avrebbe confermato che la chiave viene utilizzata da più dipendenti, circostanza che rende ancora più complessa la ricostruzione delle responsabilità e dei passaggi interni che hanno consentito la sottrazione. Anche sotto il profilo della sicurezza, sarebbe stata segnalata un’area priva di videosorveglianza, dettaglio che potrebbe aver inciso sulle possibilità di controllo durante i periodi in cui si sarebbero verificati gli ammanchi. I Carabinieri, da parte loro, hanno annunciato l’intensificazione delle attività di vigilanza sulla corretta detenzione e gestione dei farmaci stupefacenti lungo tutta la filiera distributiva. Le verifiche riguarderanno farmacie e distributori intermedi, con attenzione anche alle farmacie pubbliche degli ospedali e alle aziende sanitarie, oltre ai servizi collegati alle dipendenze. Il comando tutela della salute ha definito “grave” l’episodio e ha ribadito il ruolo dei reparti di controllo, sia in ambito amministrativo sia, in relazione alle circostanze del caso, sul piano penale, con eventuale coordinamento con gli uffici competenti del Ministero della Salute per l’attuazione di programmi annuali di sorveglianza. (Fonte: Rainews).
