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Falliti negoziati tra Usa ed Iran, Putin si propone come mediatore

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Nella notte, da Islamabad, il vicepresidente statunitense ha annunciato che gli Stati Uniti d’America non hanno raggiunto un accordo con l’Iran. Secondo Vance — già ripartito dal Pakistannon esiste una promessa iraniana di rinunciare definitivamente all’arma nucleare, circostanza che ha fatto naufragare le trattative e gelato le attese internazionali. Dalla capitale iraniana la risposta non si è fatta attendere: Teheran attribuisce il fallimento al rifiuto statunitense, accusando gli Usa di avanzare “richieste irragionevoli”. Al contempo, ha minimizzato le aspettative immediate, osservando che “nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati”, lasciando aperta la possibilità di ulteriori colloqui. I negoziati sono naufragati su questioni cruciali e difficili da conciliare:

I principali punti di rottura:

  • Stretto di Hormuz: controllo e libertà di navigazione sono al centro delle tensioni.
  • Libano: il ruolo e l’influenza regionale restano fonte di preoccupazione.
  • Programma nucleare: garanzie e verifiche sulla rinuncia ad armi nucleari.
  • Sanzioni e congelamento di asset: condizioni economiche e rimozione di misure punitive.
  • Riparazioni di guerra: richiesta di risarcimenti e responsabilità politiche.

Ruolo di terzi e reazioni internazionali:
Il Pakistan ha chiesto a Washington e Teheran di rispettare il cessate il fuoco in corso, sollecitando prudenza per evitare un’escalation. Intanto Mosca — attraverso contatti fra Putin e il presidente iraniano Pezeshkian — si è dichiarata disponibile a favorire una soluzione diplomatica, proponendosi come mediatore per ricucire lo strappo. Dalla piattaforma Truth, il presidente americano Donald Trump ha annunciato un’immediata politica di “blocco navale” dello stretto di Hormuz, estendendolo anche a chiunque lo finanzi. La proposta rilancia tensioni e apre uno scenario di possibili conseguenze per il traffico marittimo e le forniture energetiche globali. Con le parti su posizioni opposte e i temi principali ancora irrisolti, il futuro dei negoziati resta incerto. La disponibilità russa da parte di Putin a facilitare il dialogo e l’invito pakistano alla calma potrebbero offrire spazi per riprendere i contatti, ma la combinazione di questioni militari, economiche e geopolitiche rende probabile un processo lungo e frammentato prima di qualsiasi intesa definitiva.

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