Elezioni, la Moldova resta europeista ma i filo-russi denunciano brogli

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Il Partito d’Azione e Solidarietà (Pas) della Presidente uscente Maia Sandu – ricandidata – ha ottenuto una netta vittoria alle elezioni legislative tenutesi ieri in Moldova, confermando la sua posizione filo-europeista. Con il 99,56% delle sezioni scrutinato, i dati ufficiali della Commissione Elettorale Centrale indicano che il Pas ha raggiunto il 50,03% dei voti, mentre il Blocco Patriottico, filo-russo, si è fermato al 24,26%. Altri partiti, come il Blocco Alternativa e il Nostro Partito, hanno ottenuto rispettivamente il 7,99% e il 6,21%.

Un voto geopolitico:

Queste elezioni hanno rappresentato una scelta geopolitica cruciale per la Moldova, ponendo gli elettori di fronte a un bivio: continuare verso l’integrazione nell’Unione Europea o tornare sotto l’influenza di Mosca. Il Pas, al governo dal 2021, ha mantenuto una solida maggioranza parlamentare e sembra ora sulla buona strada per assicurarsi la maggioranza dei seggi legislativi. Tuttavia, il contesto elettorale è stato segnato da accuse di ingerenza russa, con funzionari governativi che hanno denunciato tentativi di sabotare il voto, tra cui attacchi informatici e false minacce di bombe. Il governo moldavo ha segnalato che i tentativi di interrompere il voto sarebbero stati orchestrati da attori esterni, con il consigliere per la sicurezza nazionale, Stanislav Secrieru, che ha avvertito di un’ulteriore escalation di attacchi informatici. Mosca ha negato qualsiasi ingerenza, accusando il governo moldavo di alimentare un’isteria anti-russa per ottenere consensi. Il leader del Blocco Patriottico, Igor Dodon, ha annunciato proteste contro il governo, sostenendo senza prove che ci siano piani per annullare il voto. Nonostante la vittoria del Pas, il malcontento tra gli elettori è palpabile, alimentato da problemi economici e dalla lentezza delle riforme. L’inflazione in Moldova è attualmente intorno al 7%, e i cittadini affrontano costi crescenti per l’energia.  Con il Pas che punta a mantenere il controllo della Camera per perseguire l’adesione all’UE entro il 2030, la Moldova si trova in un momento cruciale della sua storia, mentre tra la popolazione c’è chi rimpiange persino i tempi dell’Unione Sovietica. Oltre a presunti brogli, i filo-russi lamentano anche l’eliminazione di un partito nella competizione elettorale, come confermato anche da questo servizio televisivo:

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