Steve Cropper, il leggendario chitarrista e compositore noto per il suo contributo alla formazione dei Booker T. and the MG’s e per la sua influenza nella musica soul di Memphis, è deceduto all’età di 84 anni. La sua morte è stata confermata da Pat Mitchell Worley, presidente della Soulsville Foundation, che gestisce lo Stax Museum of American Soul Music a Memphis, dove Cropper ha lavorato per gran parte della sua carriera.
Una vita dedicata alla musica:
Cropper è conosciuto per aver co-scritto alcuni dei brani più iconici della musica, tra cui “Green Onions”, “(Sittin’ on) the Dock of the Bay”, e “In the Midnight Hour”. La causa del decesso non è stata immediatamente comunicata, ma si sa che Cropper si trovava in una struttura riabilitativa a Nashville dopo una recente caduta. Durante una visita, ha continuato a lavorare su nuova musica, dimostrando la sua dedizione e passione per l’arte. Cropper ha sempre mantenuto uno stile sobrio ed essenziale, ponendo l’accento su riff melodici e solide basi ritmiche. Nonostante non cercasse mai di mettersi in mostra, il suo contributo è stato fondamentale nella definizione del suono soul di Memphis. La sua carriera è stata segnata dall’inclusione unica di diverse etnie, un fatto raro per l’epoca in cui lavorava.
Momenti indimenticabili:
Un momento memorabile della carriera di Cropper è rappresentato dal grido “Suona, Steve!” nella canzone “Soul Man” di Sam & Dave, dove il suo incisivo riff di chitarra ha catturato l’attenzione del pubblico. Questo scambio è stato anche ripetuto nel film “The Blues Brothers”, dove Cropper ha interpretato un ruolo fondamentale. Cropper ha sempre enfatizzato l’importanza dell’ascolto in studio. In un’intervista ha dichiarato: “Ascolto gli altri musicisti e il cantante. Gioco su tutto questo. È quello che faccio. È il mio stile.”
Un riconoscimento universale:
Nel corso della sua carriera, Cropper ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’inserimento nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992 e nella Songwriters Hall of Fame nel 2005. Anche artisti del calibro di Keith Richards lo hanno celebrato, definendolo “perfetto”. Joe Bonamassa ha sottolineato come le sue tecniche siano spesso imitate, dimostrando l’impatto duraturo che Cropper ha avuto nel panorama musicale. Originario di Dora, Missouri, Cropper si trasferì a Memphis all’età di nove anni, dove ricevette la sua prima chitarra a quattordici anni. La sua carriera decollò con la Satellite Records, che in seguito divenne Stax, e la sua band strumentale, i Royals Spades, si trasformò successivamente nei Mar-Keys. Da quel momento, la sua influenza si diffuse in tutto il mondo della musica soul e rock. Cropper ha collaborato con artisti iconici come Otis Redding e Wilson Pickett, unendo stili e culture diverse, e ha sempre evidenziato come all’interno di Stax non ci fosse mai riferimento al colore della pelle.
Le ultime opere e tributi:
La musica di Cropper ha continuato a risuonare fino alla sua morte, con l’uscita dell’album “Friendlytown” nel 2024, candidato a un Grammy. Recentemente, ha ricevuto il Tennessee Governor’s Arts Award, il massimo riconoscimento artistico dello Stato. La scomparsa di Steve Cropper rappresenta una perdita incommensurabile per il mondo della musica. La sua dedizione all’arte e la sua capacità di innovare e collaborare lo rendono una figura indimenticabile nella storia della musica soul e rock.
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