È venuto a mancare il malato oncologico di 60 anni che aveva commosso l’Italia dopo essere stato immortalato in una foto che lo mostrava sdraiato a terra nella sala d’attesa del pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia, nelle Marche. Stando a quanto si apprende, l’uomo combatteva contro una recidiva di tumore al colon e quella drammatica immagine aveva raccontato con forza la sua sofferenza e la difficile realtà del sistema sanitario locale. L’uomo era stato costretto a sdraiarsi sul pavimento dopo aver atteso per otto ore una barella, a causa di un dolore così intenso da impedirgli di rimanere seduto a lungo. La moglie, con parole cariche di amarezza, aveva denunciato la situazione:
“C’è poco personale e chi lavora lo fa correndo. I dirigenti dovrebbero fare qualcosa per evitare tutto ciò”. Un grido di allarme che ha messo sotto i riflettori la carenza di risorse e la pressione a cui sono sottoposti gli operatori sanitari. A seguito della vicenda, l’Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ancona aveva annunciato un’immediata verifica interna per approfondire quanto accaduto al Pronto Soccorso di Senigallia. L’Ast ha sottolineato che una simile situazione è senza precedenti nell’ospedale e ha espresso rammarico per l’accaduto, impegnandosi a indagare a fondo per evitare il ripetersi di episodi così gravi. La morte del 60enne è un doloroso monito sulla necessità di garantire dignità e assistenza adeguata a chi affronta malattie gravi, soprattutto in momenti di estrema fragilità. La sua storia invita a riflettere sul valore del personale sanitario e sull’urgenza di investire in strutture e risorse, affinché nessuno debba più subire attese interminabili o condizioni disumane durante la cura.
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