L’ex premier italiano Mario Draghi ha lanciato un appello forte e chiaro all’Europa dalla storica università belga di Leuven, mettendo in guardia su una crisi imminente e sulla necessità di un’azione decisa. A 511 giorni dall’ultimatum che aveva posto riguardo alla necessità di agire per evitare una “lenta agonia”, Draghi ha rialzato il volume del suo messaggio, suggerendo che la nuova assertività di Washington e il deterioramento dell’ordine globale richiedono un impegno fermo da parte degli Stati membri dell’Unione Europea.
La minaccia di un Ordine Globale in frammentazione:
Con il ritorno di Donald Trump alla guida della Casa Bianca, Draghi avverte che gli Stati Uniti mirano al “dominio” e alla “frammentazione” dell’Unione Europea. Questo contesto ha costretto i Ventisette a compiere “i passi necessari” verso la creazione di una potenza unita e solida. Secondo Draghi, è fondamentale che siano i Paesi “più lungimiranti” a guidare questa transizione, puntando alla creazione di una federazione “pragmatica”.
Costruire una federazione pragmatica:
Draghi ha evidenziato che, mentre l’Europa si è già “federata” in ambiti come commercio, concorrenza e moneta, resta percepita da altri come “un’assemblea frammentata di Stati”. L’ex premier ha sottolineato che l’unità “non precede l’azione”, ma si forgia attraverso decisioni condivise. Un esempio fondamentale è stata la resistenza alle pressioni di Trump sulla Groenlandia, che ha costretto l’Europa a rivalutare le proprie strategie e solidificare una solidarietà apparentemente irraggiungibile.
La necessità di un federalismo politico europeo:
Il messaggio di Draghi indica chiaramente che l’Unione deve perseguire un federalismo “svincolato dai veti” e dai calcoli politici per evitare l’irrilevanza. La sua visione implica un’azione immediata nei settori dove sia possibile avanzare, richiamando esempi storici come la creazione delle istituzioni comunitarie e l’introduzione dell’euro. Oggi, Draghi sottolinea, è imperativo passare dalla paura all’orgoglio e alla fiducia ritrovati.
Reazioni e Prospettive Future
La risposta alla lectio magistralis di Draghi ha mostrato un’apprezzabile compattezza nella cosiddetta maggioranza Ursula, con il PPE di Ursula von der Leyen e gruppi di Socialisti e Liberali che stanno già discutendo di un possibile incarico europeo per l’ex premier, come l’idea di nominarlo inviato speciale Ue per l’Ucraina. Il vero banco di prova si avvicina con il vertice informale del 12 febbraio, dove Draghi e altri leader dell’UE discuteranno la competitività e le raccomandazioni formulate in precedenza. Tuttavia, i dati parlano chiaro: solo l’11% delle raccomandazioni di Draghi in precedenza è stato tradotto in realtà. Le sfide restano molteplici, e il successo dipenderà dalla capacità dell’Europa di unirsi e agire in modo coeso. A tal proposito, riportiamo il link al discorso integrale:
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