Disincentivare uso contante, Lega contraria

Disincentivare o quantomeno limitare ulteriormente l’utilizzo del denaro contante:

messa da parte dal governo gialloverde (La Lega pare fosse contraria al limite del contante), l’idea di una tassa sui contanti per combattere l’evasione fiscale è stata proposta dal Centro Studi di Confindustria. Ufficialmente, il provvedimento andrebbe in vigore per contrastare l’evasione e agevolare i pagamenti elettronici e ridurre i costi di transazione. Ma nelle regioni del Mezzogiorno le operazioni pro capite con le card sono solo 40 all’anno, contro le 67,6 di media nazionale, tuttavia, per alcuni questo provvedimento sarebbe un “regalo alle banche” e agli enti privati che guadagnano sulle transazioni:

Un meccanismo che, tuttavia, non piace a Confesercenti per la quale la tassa sui contanti “non è la strada giusta ” e finirebbe con il tradursi in “una stangata da miliardi di euro sui consumatori, che concorrerebbe sicuramente a deprimere ancora di più la spesa delle famiglie, già in rallentamento”. Meglio – spiega l’associazione imprenditoriale – “incentivare l’utilizzo di carte di credito e bancomat, con agevolazioni per i consumatori e minori costi per le imprese”. Inoltre, come riporta IlSole24Ore, secondo la Banca d’Italia, il minor utilizzo al Sud degli strumenti alternativi al contante rispetto alla media nazionale non riflette solo un attaccamento alle banconote, ma anche una minore domanda di moneta dovuta alla minore attività economica. Contro la proposta, oggi, si è espresso anche l’economista, ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco:

La proposta di Confindustria su contanti non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, questa viene aggirata comodamente. Dopodiché l’evasione non dipende soltanto dall’uso del contante al consumo, gran parte dell’evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese”, ha affermato Visco. “Tuttavia – ha aggiunto l’economista – evitare l’uso del contante è giusto, uno dei principali delitti del governo Renzi fu quello di alzare la soglia da mille a tremila euro. Il messaggio era chiarissimo: rendere più facile non solo l’evasione fiscale ma anche il riciclaggio. Se si vuole risolvere la questione dell’evasione si può fare, dal punto di vista tecnico non ci sono grandi difficoltà. La fatturazione elettronica è stata fatta male, senza sanzioni, limitata, ma nonostante ciò sta dando risultati rilevanti”, ha concluso.

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