Di Maio spiega a Vespa perché l’accordo di governo con la Lega o PD non ha funzionato – video

“Salvini mi ha chiesto un premier del centrodestra” – lo dichiara il capo politico del Movimento 5 Stelle nel corso della trasmissione Porta a Porta. Intervistato da Bruno Vespa, il candidato premier del M5S Luigi Di Maio ha confermato il dialogo a distanza con Salvini anche se per un ragionamento sulla creazione del governo non c’è mai stata perché “non abbiamo avuto tempo” a causa delle imposizioni del leader del Carroccio, che ancora oggi insiste su un centrodestra unito, ovvero su un governo M5S+Lega-FI-FdI. Centrodestra per Di Maio inesistente: “si sono uniti soltanto per i voti“, spiega il pentastellato che ribadisce l’idea di un Salvini ostaggio di Berlusconi: “hanno i conti correnti bloccati” spiega Di Maio, che lascia intendere come il leader di FI possa aver coperto un ruolo economico “anche legalmente parlando” in merito al futuro della Lega. Il leader del Carroccio, replicando alle accuse si è detto pronto a querelare chiunque parlasse di ricatti tra lui e l’ex cavaliere, lasciando comunque la porta aperta al M5S per un accordo di governo. A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news).

Per quanto riguarda il tentativo di accordo con il PD, Di Maio ha spiegato come fosse molto cosciente della scelta impopolare: “in alcuni comuni i nostri consiglieri comunali stanno combattendo con il PD“, ma il tentativo di accordo era finalizzato esclusivamente a far partire i lavori di un governo targato M5S. Il dialogo, come ricordava la delegazione PD durante il termine della seconda consultazione oltre al Presidente della Camera Fico, era partito. Poi “è arrivato Renzi e ha chiuso tutto“. Le posizioni, dunque, non cambiano: in parole povere, Di Maio pretende una premiership per via dell’ampio consenso che il M5S ha ricevuto durante le ultime politiche, mentre Salvini, a detta di Di Maio, avrebbe insistito su un premier del centrodestra. Quindi il problema di Di Maio sono Berlusconi (per quanto riguarda un accordo con il centrodestra) e Renzi per quando riguarda il PD.

Forse Di Maio dovrebbe però ricordarsi che la questione non è soltanto legata a Renzi e Berlusconi ma piuttosto alle linee programmatiche: che cosa chiederebbe “in cambio” un PD sostenitore di un governo a trazione M5S? Un PD che Renzi a parte, ha al suo interno personaggi legati a banche, sostenitori dell’Unione Europea, dell’alleanza atlantica e per nulla disposti a discutere sull’euro, sull’immigrazione. Promotori sino ad oggi di Jobs Act, privatizzazioni, gasdotti, trivellazioni petrolifere. Un PD che, certamente, non sosterrebbe mai un governo M5S per cancellare le sue leggi. I punti in comune con la Lega, invece, anche in ambito ambientale, sarebbero simili. Eppure tutto è fermo – a detta di Di Maio – a causa della presenza di Berlusconi.

Per Di Maio, l’unica soluzione attuale sarebbe dunque tornare subito al voto: ma facciamo finta che Mattarella cogliesse positivamente l’appello di Di Maio annunciando elezioni anticipate a giugno o ad ottobre. Stando a un recente sondaggio di Demopolis, il Movimento 5 Stelle si attesterebbe al 32,9%, la Lega toccherebbe quota 21,6%, Forza Italia il 12,6%, Fratelli d’Italia scenderebbe al 3.8% rispetto alle scorse elezioni, Liberi e Uguali risulterebbe in calo al 3% mentre il Pd crollerebbe al di sotto del 18%, fermandosi al 17.8%. I sondaggi, si sa, da sempre possono dimostrarsi inaffidabili. Tuttavia si sente nell’aria un futuro bipolarismo rappresentato dai resti del centrodestra e Lega e M5S (anche se non bisogna sottovalutare un “ritorno a casa” dell’elettorato di sinistra verso il PD dopo aver votato M5S). In parole povere, un nulla di fatto. Anche se M5S dovesse raccogliere più consensi, difficilmente raggiungerebbe il famigerato 40%. Idem per la Lega. L’alleanza fa un po’ schifo a tutti ma tutti sanno che senza alleanza non si va da nessuna parte. Il sistema è stato progettato così. Il video dell’intervista trasmessa su Porta a Porta: