Di seguito sono riportati i due interventi del rappresentante della Repubblica Islamica dell’Iran durante la sessione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Onu) svoltasi il 28 febbraio 2026, tradotti in italiano dai verbali originali.Primo Intervento
«Nel nome di Dio, il compassionevole e misericordioso. Esprimiamo il nostro apprezzamento al Segretario Generale per il suo briefing e il suo contributo a questo incontro. Esprimiamo la nostra sincera gratitudine alla Federazione Russa e alla Cina per aver sostenuto la convocazione di questa riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza per affrontare la palese aggressione commessa dagli Stati Uniti e dal regime israeliano. Ringrazio anche quei membri del Consiglio, in particolare Cina, Pakistan e Federazione Russa, che oggi hanno assunto una posizione di principio nel condannare questo atto illegale; è deplorevole che alcuni membri di questo organo, con un palese doppio standard, abbiano ignorato il flagrante atto di aggressione commesso dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran e abbiano condannato l’Iran per aver esercitato il suo diritto intrinseco alla legittima difesa secondo la Carta delle Nazioni Unite.
Signor Presidente, questa mattina il regime degli Stati Uniti, congiuntamente e in coordinamento con il regime israeliano, ha dato inizio a un’aggressione non provocata e premeditata contro la Repubblica Islamica dell’Iran per la seconda volta negli ultimi mesi, attaccando deliberatamente aree popolate da civili in diverse grandi città iraniane dove risiedono milioni di persone. Come risultato di questo brutale attacco armato, centinaia di civili sono stati uccisi e feriti. L’aggressione e il crimine atroce del regime degli Stati Uniti e del regime israeliano, così come il targeting deliberato e persistente delle infrastrutture civili, continuano. Oltre ai numerosi edifici residenziali civili, gli aggressori hanno colpito anche una scuola nella città di Minab, nella provincia di Hormozgan, uccidendo più di 100 bambini. Il numero di civili innocenti continua a salire; questo non è solo un atto di aggressione, è un crimine di guerra e un crimine contro l’umanità. Eppure oggi, ancora una volta, il rappresentante degli Stati Uniti ha tentato di distorcere i fatti e di fare affidamento sulla disinformazione per giustificare la flagrante aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro il mio paese.
I fatti, tuttavia, sono inequivocabili. Le giustificazioni avanzate oggi dal rappresentante degli Stati Uniti sono illegali e del tutto prive di fondamento giuridico. Le accuse infondate invocate per difendere questo uso illegale della forza non hanno valore secondo il diritto internazionale. L’invocazione di attacchi preventivi o rivendicazioni di minacce imminenti non possono legittimare l’aggressione. Tali affermazioni sono infondate dal punto di vista legale, morale e politico, e contraddicono i chiari principi della Carta delle Nazioni Unite. Respingo inoltre categoricamente le affermazioni fatte dal rappresentante di Francia, Regno Unito e altri membri occidentali riguardo al programma nucleare pacifico dell’Iran; queste affermazioni mancano di basi fattuali e legali.
Signor Presidente, il Presidente degli Stati Uniti e il Primo Ministro del regime israeliano hanno apertamente rivendicato la responsabilità di questo atto di aggressione e hanno esplicitamente articolato il cambiamento di regime (regime change) come loro obiettivo, un’inconfondibile ammissione del loro intento di violare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha falsamente descritto questa aggressione come necessaria per neutralizzare una minaccia imminente; questo non è altro che un deliberato tentativo di ingannare la comunità internazionale e l’opinione pubblica statunitense. Ciò che sta accadendo oggi contro il mio paese è un flagrante atto di aggressione e una violazione in piena regola del diritto internazionale. Nessuna giustificazione o narrazione di disinformazione può legittimare questo manifesto crimine.
Abbiamo comunicato in diverse occasioni a questo Consiglio riguardo alle dichiarazioni allarmanti e alle azioni di interferenza negli affari interni dell’Iran da parte del presidente degli Stati Uniti, in palese violazione della Carta delle Nazioni Unite, chiedendo l’azione del Consiglio; purtroppo, tutte le richieste sono rimaste senza risposta. La questione è se un qualsiasi Stato membro possa, attraverso l’uso della forza o dell’aggressione, determinare il futuro politico di un altro Stato o imporne il controllo. L’Articolo 2, paragrafo 4 della Carta proibisce categoricamente la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato.
Signor Presidente, vorrei sottolineare i seguenti punti:
- Ciò che sta accadendo contro il mio paese è un chiaro atto di aggressione armata aperta. È una guerra contro la Carta delle Nazioni Unite, contro il diritto internazionale e contro l’ordine giuridico internazionale. I membri devono astenersi dalla minaccia o dall’uso della forza; l’unica eccezione è il diritto intrinseco alla legittima difesa ai sensi dell’Articolo 51 in caso di attacco armato. L’aggressione militare condotta dagli Stati Uniti e da Israele non soddisfa nessuno dei criteri della legittima difesa legale e costituisce una palese violazione dell’Articolo 2.
- Rispondendo all’aggressione, la Repubblica Islamica dell’Iran sta esercitando il suo diritto intrinseco alla legittima difesa ai sensi dell’Articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Le forze armate iraniane utilizzeranno tutte le capacità difensive necessarie per confrontare questa aggressione criminale e scoraggiare gli atti ostili. Di conseguenza, tutte le basi, le strutture e i beni delle forze ostili nella regione saranno considerati obiettivi militari legittimi nell’ambito della legittima difesa iraniana. L’Iran continuerà a esercitare tale diritto finché l’aggressione non cesserà.
- L’Iran resta fermamente impegnato a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dei suoi paesi vicini. In nessuna circostanza prenderemo di mira la sovranità, il popolo o gli interessi dei nostri vicini nel Golfo Persico. La nostra risposta legittima è stata diretta esclusivamente alle basi e ai beni del governo ostile degli Stati Uniti che operano al di fuori del controllo degli stati ospitanti.
- Nonostante la politica ostile degli Stati Uniti, stavamo seriamente perseguendo la via della diplomazia; eppure, per la seconda volta nel mezzo dei negoziati, gli Stati Uniti hanno tradito la diplomazia e sono ricorsi alla forza, lanciando un attacco contro il mio paese. Stanno interferendo palesemente negli affari interni dell’Iran, esortando persino il popolo a insorgere contro il proprio governo. Dal gennaio 2025 l’amministrazione statunitense ha ripristinato la politica di ‘massima pressione‘ e lo strangolamento economico attraverso sanzioni radicali, l’obiettivo delle quali è la resa incondizionata.
- Gli Stati Uniti stanno deliberatamente cercando di espandere la portata del conflitto sfruttando gli spazi nella regione del Golfo Persico. Il sogno dell’ostile governo statunitense di inghiottire l’Iran non si realizzerà mai; questa è una battaglia di volontà e la Repubblica Islamica dell’Iran prevarrà. L’Iran non si sottometterà mai alla pressione, alla coercizione o alla forza.
- Il Consiglio deve agire ai sensi dell’Articolo 39 della Carta, determinando che gli Stati Uniti e Israele hanno commesso un atto di aggressione e chiedendo l’immediata cessazione dell’uso illegale della forza. Deve inoltre essere stabilito che i due regimi hanno la piena responsabilità internazionale per tutti i danni materiali e morali inflitti all’Iran e sono obbligati a fornire una riparazione completa.
Israele e gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, violando il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite; devono essere ritenuti responsabili. Finché questa aggressione continuerà, l’Iran eserciterà il suo diritto alla legittima difesa in modo fermo e proporzionato. Il Consiglio di Sicurezza deve agire ora; il silenzio è complicità in questo crimine.»
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Secondo Intervento (Diritto di replica)
«Grazie. Ho solo una parola: consiglio al rappresentante degli Stati Uniti di essere educato. Sarà meglio per lei e per il paese che rappresenta. Grazie.»
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