Contrari a Draghi, espulsi dal M5S anche Morra e Lezzi

Anche il senatore Nicola Morra e l’ex Ministra Barbara Lezzi sarebbero stati espulsi dal Movimento 5 Stelle dopo il loro voto contrario a Draghi:

I no dei Cinque Stelle “dissidenti” sono 15 (Abate, Angrisani, Crucioli, Di Micco, La Mura, Giannuzzi, Corrado, Mantero, Moronese, Mininno, Lezzi, Morra, Granato, Ortis e Lannutti) e le assenze strategiche sono altre 4-5 su un totale di 8 parlamentari non presenti al Senato. “Ho preso la decisione. Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa). Credo che il 41% degli iscritti contrari ad allearsi con tutti, compresi Berlusconi, Salvini e Renzi, debbano essere rappresentati. Sono convinta, inoltre, che se il quesito fosse stato riproposto, come lo statuto prevede, quel 41% sarebbe stato più alto” – ha poi reso noto Barbara Lezzi sui social.  Sembra invece più abbattuto e rassegnato Morra:

“Apprendo che è stata avviata la procedura di espulsione nei miei confronti. Sono molto scosso da questa decisione, ora voglio riflettere. Mi sento M5S nel sangue”, dice. Link video:

 

“Farò tutto quello che è possibile per oppormi a questa decisione. In democrazia, se non si permette il dissenso non è democrazia, è dittatura. Queste decisioni mi ricordano un po’ la Stasi in Germania, non vorrei che fossimo tornati indietro nel tempo”. Così il senatore del M5s Elio Lannutti, commentando all’Ansa la decisione presa dai vertici del Movimento di espellerlo insieme agli altri 14 senatori che ieri hanno votato contro la fiducia al governo. “Per me aver detto no a Draghi ed essere espulso su Facebook (nessuno mi ha chiamato per dirmelo), è un onore”, premette ricordando che “dalla sua nascita l’operato del Movimento è sempre andato nella direzione opposta di ciò che Draghi rappresenta”. Contro l’argomentazione sostenuta dal capo politico Vito Crimi, di ‘cacciare’ dal gruppo chi non ha rispettato la volontà degli iscritti al M5s riguardo al governo, Lannutti ribatte: “Per come è stato posto, era un quesito ingannevole, come chiedere ‘Vuoi vivere o morire?’, perciò non l’ho rispettato”. Ma assicura: “Non vivo con angoscia questa decisione, continuerò a professare i valori fondanti del Movimento”. Link video:

C’è chi poi ha messo in discussione il sostegno a Draghi menzionando la natura stessa del M5S, asserendo che le regole dello statuto della forza politica prevederebbero il sostegno solo ad un premier capace di rappresentare realmente la linea politica del movimento. La sensazione è che i dissidenti possano agire compattamente e non sarebbe da escludere la nascita di un nuovo gruppo di opposizione.

 

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