Che fine ha fatto la sovranità monetaria che doveva restituire la dignità agli italiani?

Che strizzassero l’occhio ai partiti più radicali o semplicemente alle dichiarazioni del compianto Giacinto Auriti, forse, non lo sapremo mai. Fatto sta che giusto qualche anno fa sia la Lega di Salvini che il Movimento 5 Stelle (allora) di Beppe Grillo/Casaleggio e oggi – DE FACTO – del signor Luigi Di Maio, parlavano almeno di una ridiscussione della moneta unica attraverso un referendum o comunque utilizzando strumenti capaci di reintrodurre quella sovranità monetaria che per il Presidente della BCE Mario Draghi risulterebbe “inutile” ma che invece per non pochi economisti e professori indipendenti potrebbe rivelarsi la naturale conclusione di un’odissea fatta di “sacrifici”, sforamento delle percentuali imposte da Bruxelles, tagli ai servizi e anche ai diritti dei cittadini (pensiamo alla sanità, alle pensioni, al lavoro ecc…). In questo mondo dove gli Stati Uniti d’America possono ancora oggi stampare denaro per investire nelle risorse nazionali attraverso la Federal Reserve americana e dove il Giappone continua a produrre risorse monetarie anche con un debito pubblico non bassissimo ma ben gestito grazie alla sovranità monetaria, il grande paese Italia subisce ancora una volta le imposizioni dall’alto come un corridore costretto a deambulare don dei pesi da 30 Kg legati alle gambe. Il tutto avviene con una fetta di italiani che si auto-convince di essere nel torto, ovvero di ritenere che il blocco degli investimenti voluto dall’Unione Europea sia dovuto e lecito perché noi italianotti siamo degli spreconi che non meritiamo altro di vedere la Fornero piangere mentre ci leva le pensioni.

Siamo in una situazione ambigua: in un paese dove, se parli di reddito di cittadinanza per coloro che il lavoro non riescono a trovarlo automaticamente vieni bollato per il “buonista” che “regala soldi ai nullafacenti”. Un paese dove andare in pensione a 65 anni risulta troppo in anticipo con i tempi perché bisogna produrre sempre di più, sino allo stremo delle forze. Un paese dove se hai 50 anni sei troppo vecchio per lavorare ma non puoi andare nemmeno in pensione. Un paese dove le scuole, gli ospedali, i paesi terremotati e la ricerca scientifica necessitano di urgenti investimenti pubblici e che invece resta orfano di uno Stato che difficilmente si dimostrerà ben differente dai governi precedenti a causa di una coperta – l’euro – che è troppo corta e che se tiri da un lato, dall’altro poi viene via. Questo non accadrebbe con una sovranità monetaria, anche a costo di ridurre il valore della moneta. Sovranità che gli italiani, di fatto, hanno richiesto firmando la petizione #fuoridalleuro promossa qualche anno fa dal Movimento 5 Stelle ed al contempo votando il partito di un uomo – Matteo Salvini – che sino a poco tempo fa si presentava in tv indossando magliette con scritto “Basta Euro“. Hanno ancora tempo per dimostrarsi realmente coerenti e dunque differenti da chi li ha preceduti. Ma se non lo faranno, rischieranno di essere anche peggio. Il rischio maggiore sarà la perdita di consensi. Forse non accadrà più nulla. Forse alla fine torneremo tutti a votare PD o Berlusconi. O forse quei voti degli anti-euro delusi finiranno li dove si sperava non finissero mai: ai partiti ultranazionalisti di estrema destra. Altro che Lega e Movimento. Una cosa è certa: Mattarella si disse intimorito per un’eventuale uscita dell’Italia dall’euro. Poi, quasi magicamente, a distanza di pochi giorni, il Presidente della Repubblica consentì l’incarico per il governo Lega-Stellato mentre la parola “sovranità monetaria” scompariva dalla versione finale dell’accordo di governo Lega-M5S. Per il momento vogliamo lasciarvi con un vecchio intervento del prof. Giacinto Auriti, sostenitore della tesi della sovranità monetaria ben prima dell’ingresso dell’Italia nella moneta unica:

A segnalarci la notizia anche alcuni utenti del web (a tal proposito ricordiamo che scrivendo alla Pagina facebook.com/www.cronaca.news è possibile inviare segnalazioni, osservazioni anche con foto e video, inoltre è possibile seguire tutte le news anche su Telegram all’indirizzo https://t.me/cronaca_news).