Capotreno ucciso, arrestato il presunto assassino

La fuga del il presunto assassino del giovane capotreno ucciso, si è conclusa a Desenzano del Garda, dove è stato arrestato dopo poco più di 24 ore. Stando a quanto si apprende, l’uomo, un 36enne croato, è stato bloccato mentre si trovava all’esterno della stazione ferroviaria, sprovvisto di documenti. La sua identificazione è avvenuta grazie a un sofisticato sistema di comparazione delle impronte digitali, mentre la sua foto segnaletica era stata diffusamente circolata tra le forze dell’ordine:

La fuga dopo il delitto:

Secondo le ricostruzioni degli eventi, dopo il presunto omicidio, il presunto assassino aveva preso un treno regionale direzione Milano. Durante il viaggio, si era reso protagonista di comportamenti molesti e aggressivi, che avevano portato alla sua espulsione dal treno a Fiorenzuola, nel Piacentino. Anche se inizialmente identificato e poi rilasciato dai Carabinieri, il suo arresto finale sarebbe giunto dopo un attento monitoraggio delle telecamere di sorveglianza nella zona. Lo straniero ha alle spalle diversi precedenti penali, tra cui reati legati al possesso di armi bianche. Non avendo una residenza fissa e diversi legami precari in Italia, il suo profilo era già noto alla Polizia Ferroviaria, che lo aveva identificato in varie circostanze nei pressi di stazioni ferroviarie nel Nord Italia. Le indagini avviate dalla Polizia di Stato sotto la direzione della Procura di Bologna hanno evidenziato il suo tentativo di seguire la vittima per un lungo periodo, prima del fatale incontro. La vittima è un giovane di 30 anni, laureato in statistica e ferroviere. Gli amici e i colleghi lo ricordano come una persona gentile e appassionata. La comunità ha espresso il proprio dolore attraverso messaggi commemorativi e dediche, sottolineando l’incredulità e la tristezza di fronte a una vita stroncata in modo così violento. Dopo l’assassinio di del 30enne, diverse organizzazioni sindacali hanno dichiarato uno sciopero di 8 ore nel settore del trasporto ferroviario:

Mobilitazione delle Organizzazioni Sindacali

Si è tenuto un presidio in Piazza Medaglie d’Oro, di fronte alla stazione, dove colleghi, amici e familiari si sono uniti per ricordare il giovane e per chiedere maggiore sicurezza per i lavoratori del settore ferroviario. Le organizzazioni hanno anche richiesto un incontro in Prefettura, evidenziando la necessità di affrontare i problemi di sicurezza legati al lavoro ferroviario. La cattura di Marin Jelenik rappresenta solo un passo nella ricerca di giustizia per Alessandro Ambrosio. La comunità continua a lottare per un ambiente di lavoro più sicuro e per onorare la memoria di un giovane la cui vita è stata tragicamente interrotta. A tal proposito, riportiamo qui sotto il link ad un servizio televisivo diffuso sul web (Rai):

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