Caldo torrido, attesi sino a 45 gradi in alcune zone d’Italia. I nomi delle città da bollino rosso

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Dopo un periodo già segnato da afa e temperature fuori scala, l’ondata di calore continua a stringere l’Italia: nelle prossime ore è previsto ancora caldo intenso, con condizioni critiche soprattutto nel Nord e nelle aree centrali, e un picco atteso per la metà della settimana. Oggi il livello di allarme più alto (bollino rosso) riguarda Torino, Perugia, Firenze e Brescia. In arancione sono invece 11 città, tra cui Roma, Genova, Cagliari e Bologna. Nel resto del Paese non risultano bollini verdi, segno che l’ondata di calore si sta distribuendo in modo più ampio sul territorio. Domani è atteso il massimo dell’allarme per ben 7 centri, con condizioni di emergenza (ondata di calore) e possibili effetti negativi sulla salute anche per persone sane e attive, non solo per i gruppi più fragili come anziani, bambini molto piccoli e chi soffre di malattie croniche. Giovedì, poi, la situazione peggiora ulteriormente: le città in bollino rosso passano a 15. Tra quelle indicate dal Ministero della Salute per giovedì rientrano anche Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo (insieme ad altre città già coinvolte nei giorni precedenti). Il bollino rosso (livello 3) segnala un’emergenza con ondate prolungate e rischio generale elevato.

Roma: notte tropicali in aumento e siccità che si aggrava

A Roma il caldo assume i tratti dell’emergenza anche dal punto di vista climatico: l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale registra 26 notti tropicali consecutive dalla metà di giugno, con minime mai scese sotto i 20°C e precipitazioni quasi assenti. La tendenza conferma “il persistere dell’ondata di calore e l’aggravarsi della siccità”. A giugno, secondo i dati dell’ente, le piogge sono arrivate con un forte deficit: circa il 48% in meno rispetto alla media, mentre le temperature risultano superiori di 3,4 gradi alla norma. Nei primi 12 giorni di luglio, 10 giorni hanno fatto registrare massime sopra i 35°C, con un picco di 37,9°C il primo luglio. Sul fronte delle precipitazioni, la Capitale è sostanzialmente “a secco” dalla metà di giugno: dopo 6,1 mm totali a giugno, nei primi 12 giorni di luglio ne sono caduti appena 1,8 mm, tutti concentrati in un unico episodio il 2 luglio. Anche sul distretto si registra un peggioramento: precipitazioni in calo mediamente del 48% (con differenze regionali), temperature oltre la norma in tutte le regioni e un indice di siccità che in molti bacini è entrato in campo severo o estremo.

L’anticiclone colpisce in pieno: caldo intenso più diffuso

A differenza di ondate precedenti in cui l’aria calda “lambiva” la penisola, questa volta la traiettoria della massa d’aria è più orientata verso Est: l’anticiclone africano investe l’Italia direttamente. L’aria calda risale dall’Africa e si muove dall’Algeria verso Nord-Est, interessando soprattutto la Sardegna e, a metà settimana, anche il versante tirrenico. Le prospettive indicano che l’ondata proseguirà fino a fine settimana, con l’attenuazione che potrebbe arrivare dall’arrivo di aria più fresca da Nord-Est nel fine settimana: prima al Nord e poi gradualmente anche più a Sud. Con temperature molto elevate, l’atmosfera può accumulare energia sufficiente a favorire temporali più intensi del normale, soprattutto quando aria più fresca si infiltra sopra la colonna d’aria calda. Questo scenario aumenta la probabilità di fulmini, che in presenza di vegetazione secca e stressata possono diventare un fattore scatenante per gli incendi. Per oggi sono previsti, al Nord, rovesci o temporali in aumento nel pomeriggio in prossimità dei rilievi alpini, con fenomeni che potrebbero risultare più frequenti nel settore centrorientale. In serata è atteso l’esaurimento delle precipitazioni, salvo persistenze sul Trentino-Alto Adige. Per mercoledì 15 luglio il quadro prevede temporali già dal mattino sulle Alpi, con estensione nel pomeriggio anche a pianure limitrofe e alla Liguria, dove localmente i fenomeni potrebbero assumere carattere più intenso.

Allerta incendi: massima pericolosità e divieti

Resta alto il rischio incendi legato alle alte temperature e a condizioni già compromesse dalla siccità. In Friuli Venezia Giulia è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su gran parte del territorio regionale, con divieti specifici (tra cui accendere fuochi, bruciare residui agricoli e utilizzare fiamme libere o apparecchi che producono scintille in prossimità della vegetazione). Le sanzioni sono state rafforzate. Anche in Sicilia l’evoluzione preoccupa: a Palermo la Protezione Civile regionale ha diffuso un avviso per rischio incendi e ondate di calore, con livello di preallerta (arancione). In parallelo, resta monitorata l’emergenza incendi nel territorio calabrese: la notte appena trascorsa sarebbe peggiorata una situazione già in corso dal pomeriggio del 13 luglio sul Monte Vingiolo, con fiamme vicine a strutture e aree sensibili. Sul fronte della correlazione tra caldo e incendi, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha sottolineato che, pur essendoci un picco delle temperature e un giugno record, non si registrerebbero in quel momento numeri di incendi e impatti superiori a quelli degli anni scorsi. Secondo la Protezione Civile, la percezione del fenomeno può essere amplificata dall’attenzione mediatica verso i grandi incendi, che tendono a durare più a lungo. Se vuoi, posso trasformare questo testo in una versione più “giornalistica” (più breve e con titoli in stile cronaca) oppure in un formato “deep” per blog (con sezioni su cause meteo, salute e comportamenti pratici).

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