Bonus tiroide: assegni sino a 500 euro ed esenzioni ticket, chi ha diritto e come richiederli

Bisogna, innanzitutto, ricordare che il diritto all’invalidità viene riconosciuto ai pazienti che soffrono di determinate patologie inserite in una tabella nella quale ci sono delle percentuali attribuite alle malattie stesse. E che per poter usufruire di una prestazione, la percentuale di invalidità deve superare il 33%. Altrimenti, non c’è diritto ad alcunché.

La tiroidite di Hashimoto

Occorre ricordare che uno dei sintomi più comuni tra chi soffre di tiroide, cioè la tiroidite di Hashimoto. Si tratta di una delle cause frequenti di ipotiroidismo ed è un’anomalia del sistema immunitario piuttosto diffuso soprattutto tra le donne. Le cause di questa patologia autoimmune non sono note, ma ci potrebbe essere un legame con la familiarità (cioè un fattore genetico) e con una carenza di iodio. La tiroidite di Hashimoto, nota anche come ipotiroidismo subclinico, è asintomatica, cioè non presenta dei particolari disturbi. Per questo motivo risulta complicato identificarla e diagnosticarla se non quando si manifestano delle conseguenze più evidenti come l’anemia o delle patologie cardiache. La principale conseguenza di questa disfunzione è l’aumento smisurato di alcune reazioni metaboliche. In particolare, è facile accusare:

  • aumento dell’appetito e, allo stesso tempo, un anomalo dimagrimento;
  • tachicardia e battito cardiaco accelerato;
  • ansia che sfocia spesso in insonnia;
  • formicolio e tremore alle mani;
  • senso di debolezza e di stanchezza;
  • sudorazione eccessiva;
  • ingrossamento della tiroide e comparsa di quel che è noto come gozzo, cioè del gonfiore del collo;
  • irritabilità e frequenti sbalzi d’umore;
  • stitichezza o diarrea:
  • gonfiore degli occhi.
  • l’ipotiroidismo di amiodarone, provocato dall’assunzione di quella sostanza (l’amiodarone, appunto) presente in alcuni farmaci prescritti per disturbi ventricolari;
  • l’ipotiroidismo iatrogeno, provocato anch’esso da alcuni farmaci;
  • l’ipotiroidismo congenito, cioè quello già presente nel feto;
  • l’ipotiroidismo giovanile che si manifesta nei primi anni dell’età evolutiva rallentando o bloccando la crescita. Detto questo, chi soffre di tiroide ha diritto all’invalidità? Dipende dalla gravità della patologia. Nelle tabelle ufficiali vengono riconosciute queste percentuali:
  • ipotiroidismo grave con ritardo mentale: percentuale fissa del 100%;
  • iperparatiroidismo primario: percentuale fissa dal 50% all’80%;
  • ipoparatiroidismo non suscettibile di utile trattamento: percentuale dal 91% al 100%.

Tuttavia, né l’ipertiroidismo né l’ipotiroidismo rientrano tra le malattie che, di per sé, danno diritto all’invalidità civile. Ad esempio, alle neoplasie a prognosi favorevole con modesta compromissione funzionale viene riconosciuta una percentuale dell’11%, il che, come abbiamo visto in precedenza, non dà diritto ad alcuna prestazione, ma all’esenzione dei ticket ( vedi in seguito). Nel dettaglio, le soglie percentuali e le prestazioni legate all’invalidità sono:

  • il 33%: è il minimo per essere riconosciuto invalido civile e dà diritto ad avere alcuni aiuti come protesi o presidi medici;
  • il 45%: dà diritto ad essere iscritto nelle liste di lavoro delle categorie protette;
  • il 50%: dà diritto a congedi per cure mediche, purché tale possibilità sia riconosciuta dal contratto nazionale di categoria:
  • il 66%: dà diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario quando si va a fare una visita medica o un esame legati alla patologia per cui è stata richiesta l’invalidità;
  • il 74%: dà diritto ad un assegno mensile il cui importo varia a seconda del reddito del paziente e che puo’ arrivare fino a 550 euro al mese in più rispetto allo stipendio
  • il 100%: dà diritto all’indennità di accompagnamento quando il paziente non è più in grado di deambulare o di compiere autonomamente i gesti della vita quotidiana (lavarsi, prepararsi da mangiare, vestirsi, ecc.). Dà diritto anche alla pensione di inabilità. Se si è ricoverati presso una struttura sanitaria pubblica, però, l’assegno si riduce del 50%.

Quello che, invece, può succedere è che una disfunzione della tiroide provochi una patologia più grave che rientra nelle percentuali dell’invalidità perché comporta una riduzione della capacità lavorativa. Quindi, all’invalidità si avrebbe diritto per una conseguenza grave del disturbo alla tiroide e non per il disturbo in sé, come nei casi sopra citati. Il Sistema sanitario nazionale riconosce, però, a chi soffre di tiroide l’esenzione dal pagamento del ticket nei casi di tiroidite autoimmune (codice di esenzione: 056). Significa che i pazienti a cui viene diagnosticata questa patologia non devono pagare né visite né esami prescritti per tenere sotto controllo la malattia, come ad esempio:

  • anamnesi e valutazioni e visite successive alla prima;
  • alanina aminotrasferasi;
  • tireotropina;
  • tiroxina libera;
  • emocromo;
  • triodotironina libera;
  • prelievo venoso;
  • ecografia di testa e collo;
  • ecografia di ghiandole salivari, collo per linfonodi e tiroide-paratiroidi.

Il diritto all’esenzione per questi esami e visite non comporta il riconoscimento dell’invalidità che, per la tiroidite, non prevede alcuna percentuale.

I diritti di chi soffre di tiroide a seconda della percentuali di invalidità: 

  • l’inserimento nelle categorie protette del lavoro, qualora abbiano una percentuale di invalidità superiore al 46%secondo la tabella Inail ed il parere della commissione Inps.
  • l’assegno di inabilità quando la malattia è in uno stadio avanzato, a tal punto di non consentire al paziente di condurre una vita normale pur seguendo una cura specifica. In base al reddito, il malato ha dunque diritto a percepire un assegno che non superi il tetto massimo di 550 euro.
  • la pensione per inabilità alle mansioni o a proficuo lavoro, per i soli dipendenti pubblici (i requisiti di contribuzione sono diversi a seconda del tipo di pensione e per i dipendenti dello Stato, degli enti locali e del comparto sanità pubblica);
  • agevolazioni della Legge 104/92. L’ammontare dell’assegno o dei giorni di permesso dipende dal grado di invalidità del malato di tiroide: dal 74% in su, si può ricevere un assegno calcolato in base al reddito.

Fonti:

I diritti di chi soffre di tiroide

Al via “Bonus Tiroide”: 500 euro a chi è malato e esenzione per le analisi. Come fare

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