La verità sul litchi: morti 31 bambini nel 2019. Prodotto commercializzato anche in Italia

Premessa – niente allarmismi inutili: anche noi di cronaca.news abbiamo spesso consumato questi frutti senza subire alcun tipo di problema e i sospetti su un presunto agente tossico sono ancora in fase di accertamento dai ricercatori scientifici:

Ben 31 bambini sono morti dopo aver ingerito una specifica tipologia di frutta tropicale subendo così una malattia cerebrale mortale causata – si suppone – da una sostanza tossica contenuta all’interno di questa frutta:

come riferisce il Guardian: le morti sono state registrate in due ospedali del distretto di Muzaffarpur, nell’est dell’India, territorio famoso proprio per le sue coltivazioni di lychee. Il funzionario sanitario Ashok Kumar Singh ha spiegato che tutti i bambini deceduti presentavano gli stessi sintomi da encefalite acuta (AES) e che la maggior parte ha subìto un’improvviso crollo dei livelli di glucosio nel sangue. Ecco il nome della frutta:

Parliamo nello specifico del litchi, noto anche con il nome di lychee, nefelio o ciliegia della Cina (Litchi chinensis). Si tratta di una pianta tropicale e subtropicale originaria della Cina meridionale e del Sud-Est Asiatico, oggi coltivata in molte parti del mondo. Il frutto fresco ha una polpa bianca, delicata e profumata e viene venduto in molti punti vendita italiani. Come molti alimenti vegetali i litchi hanno pochi grassi saturi, poco sodio e sono completamente privi di colesterolo. I litchi hanno una quantità moderata di polifenoli, comunque maggiore, secondo uno studio francese, di molti altri frutti analizzati. La maggior parte dei polifenoli comunque tende a deteriorarsi col passare del tempo, quindi è meglio consumare il frutto il prima possibile. Si tratta dunque di un frutto molto pregiato e commercializzato legalmente anche in Italia ma al contempo – a quanto pare – pericoloso per alcuni, sopratutto per i bambini:

Stiamo facendo del nostro meglio per salvarli,  ha spiegato S. Singh, capo dei medici dello Sri Krishna Medical College and Hospital in merito al fatto di cronaca registrato negli ultimi giorni in India, aggiungendo che:

il dipartimento della salute ha già emesso un avviso per le famiglie affinché si prendano cura dei propri figli durante l’estate calda, quando le temperature diurne superano i 40 gradi Celsius”.  Conosciuta tra i locali come “Chamki Bukhar”, la malattia aveva causato addirittura 150 vittime nel 2014. Già nel corso del 2015 un gruppo di ricercatori statunitensi, analizzando le caratteristiche del frutto tropicale, era giunta in conclusione che la sindrome da encefalite acuta potrebbe essere causata da una sostanza tossica contenuta nei litchi. Tuttavia, serviranno ulteriori approfondimenti per stabilire le reali pericolosità di questa frutta. I sintomi più comuni della malattia sono: convulsioni, stato mentale alterato e purtroppo anche la morte in più di un terzo dei casi riscontrati.

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