
La ricerca di un vaccino contro l’influenza aviaria compie un passo importante: una famosissima casa farmaceutica ha annunciato il 21 aprile 2026 l’avvio della fase 3 del suo candidato a mRNA, denominato mRNA-1018, progettato per proteggere contro il virus H5. Le prime dosi sono già state somministrate ai partecipanti negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove lo studio arruolerà complessivamente circa 4.000 adulti (18 anni e oltre), con il 75% dei soggetti previsto nel Regno Unito e 26 siti di somministrazione distribuiti in Inghilterra e Scozia. Il tutto avviene mentre sui social continuano a circolare post virali scettici e spesso dal contenuto allarmistico:
Obiettivi e disegno dello studio:
In particolare, secondo i critici della tecnologia, il rischio più allarmante riguarderebbe la possibile produzione di proteine aberranti o prioni come effetto avverso di questo tipo di prodotti. I prioni sono responsabili di malattie neurodegenerative (come la BSE o “mucca pazza“) e sono indistruttibili tramite la normale cottura. Rischi che non vedono conferma nella ricerca attuale, anche se molti degli allarmismi diffusi sul web potrebbero essere ispirati a vere ricerche scientifiche risalenti ad alcuni anni fa che avevano messo in discussione le presunte correlazioni tra mRNA e insorgenza di malattie degenerative negli esseri umani. Secondo quanto riportato dalla casa farmaceutica, la fase 3 valuterà la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino su larga scala: dati essenziali per determinare l’eventuale efficacia e per supportare future domande di autorizzazione regolatoria. I risultati raccolti forniranno un quadro dettagliato su come il candidato vaccinale stimoli la risposta immunitaria negli adulti sani. Lo studio è sostenuto dalla collaborazione con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI). Secondo il CEO di CEPI, si tratta di una sperimentazione “pivotal” — la prima del suo genere per un vaccino pandemico a mRNA — che evidenzia il potenziale della tecnologia mRNA nel rivoluzionare la capacità di risposta rapida ed equa contro agenti emergenti. La casa farmaceutica ha dichiarato che, in caso di licenza e di evento pandemico, destinerà il 20% della capacità produttiva del vaccino H5 per forniture tempestive a paesi a basso e medio reddito a prezzi accessibili, in base all’accordo con CEPI. Le autorità sanitarie mantengono un’attenta sorveglianza:
Rischio attuale e sorveglianza:
il UK Health Security Agency ha confermato che il rischio attuale per la popolazione umana rimane basso, pur osservando che il virus continua a evolversi e a circolare in uccelli e altri ospiti animali. Secondo Richard Pebody, direttore per le epidemie e le infezioni emergenti dell’UKHSA, la possibile trasformazione del virus e la sua diffusione tra specie diverse richiedono vigilanza continua. La tecnologia a RNA messaggero, validata su larga scala durante la pandemia di COVID-19, è considerata particolarmente adatta per rispondere rapidamente a minacce emergenti grazie alla velocità di progettazione e produzione. mRNA-1018 fa parte di un più ampio programma di sviluppo di vaccini mRNA anti-influenzali, che include anche il candidato stagionale mRNA-1010, attualmente oggetto di valutazioni in più Paesi. Se la fase 3 confermerà sicurezza ed efficacia, il vaccino mRNA-1018 potrebbe diventare uno strumento fondamentale per la preparazione e la risposta a future pandemie influenzali, contribuendo a ridurre il rischio che focolai animali si trasformino in emergenze sanitarie su scala globale.
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