Il 23 settembre 1916 nasce a Maglie (Lecce) Aldo Moro, presidente del gruppo FUCI di Bari prima, poi del Movimento laureati dell’Azione Cattolica, deputato all’Assemblea Costituente. Una volta eletto nella ricordata Assemblea fece parte della Commissione dei 75 e del Comitato ristretto dei 18, organismi che realizzarono materialmente la carta costituzionale e proprio in virtù di ciò può essere considerato uno dei padri costituenti. A partire dalle elezioni del 18 aprile 1948 in poi sarà eletto ininterrottamente alla Camera dei deputati. Nel 1955 viene nominato ministro della Giustizia e nel corso del suo mandato si impegna a condurre in porto la riforma dei codici affinchè quest’ultimi fossero corrispondenti al dettato costituzionale e inoltre si occuperà della legge che istituiva il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura). Nel 1957 è ministro della Pubblica Istruzione si impegna per il rilancio dell’educazione civica nelle scuole e per l’introduzione della scuola media unica (istituita nel 1963). E’ tra i fautori e i promotori dell’ apertura a sinistra e dopo varie vicende e vicissitudini sarà Presidente del Consiglio il 5 dicembre 1963 e tale incarico lo conserverà fino alle elezioni del maggio 1968.

Dall’agosto 1969 al giugno 1972 sarà ministro degli Esteri per poi formare il suo quarto governo il 23 novembre 1974 nel corso del quale è approvata la legge che abbassa la maggiore età a 18 anni, quella sul diritto di famiglia, quella sull’ordinamento carcerario e su quello regionale ecc. All’indomani delle elezioni del 20 giugno 1976 si forma il governo della solidarietà nazionale presieduto da Giulio Andreotti e che resterà in carica fino al 16 gennaio 1978. Il 28 febbraio 1978 ai deputati e senatori della DC pronuncia il suo ultimo discorso di cui riporto un estratto: «Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma, cari amici, non è possibile: oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che c’è stato dato con tutte le sue difficoltà dichiarano il presidente dell Associazione Domenico Ricci per la memoria dei caduti di via Fani Giovanni Ricci», così il presidente dell Associazione APAMRI cav uff Riccardo Di Matteo e il segretario generale Commendatore Dott Michele Grillo.
La mattina del 16 marzo 1978 viene rapito dalle BR in via Mario Fani, vicino alla sua abitazione sita nel quartiere “Trionfale” di Roma. I terroristi fanno fuoco sulla sua scorta ed uccidono Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi. L’on. Aldo Moro viene rapito. Il 9 maggio 1978 sarà ritrovato il suo cadavere collocato nel bu bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata in Via Caetani nel centro di Roma.
