Alpinista rimasto sospeso nel vuoto per ore, salvataggio da film nella notte sulle Dolomiti friulane – video

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Un’errata manovra durante la discesa in corda doppia ha trasformato un’escursione sulle Dolomiti friulane in una lunga operazione di soccorso. Un alpinista veneziano di 53 anni è rimasto sospeso nel vuoto per diverse ore lungo la parete del Campanile di Val Montanaia, mentre la compagna di cordata attendeva bloccata sulla cima. L’incidente è avvenuto nel pomeriggio del 19 agosto, durante la discesa dalla sommità dell’imponente obelisco naturale. A partire dal grande ballatoio anulare, la coppia ha seguito involontariamente una linea di calata errata, spostandosi verso ovest invece che in direzione nord. L’uomo, classe 1973, è stato il primo a calarsi. Dopo circa 50 metri, però, è rimasto bloccato a mezz’aria, senza riuscire né a proseguire la discesa né a risalire. La situazione era particolarmente delicata non solo per l’altezza e l’oscurità imminente, ma anche per il rischio legato alla cosiddetta sindrome da sospensione inerte:

Rimasto sospeso per ore:

una condizione potenzialmente grave che può insorgere quando si resta immobili a lungo, appesi all’imbragatura, con possibili conseguenze sulla circolazione sanguigna. A dare l’allarme sono state alcune persone che, trovandosi ai piedi del Campanile, hanno notato la presenza dell’alpinista sospeso. Per raggiungere un punto dal quale poter chiedere aiuto, si sono dirette al Rifugio Pordenone, distante circa due ore e mezza di cammino. Da lì è stata attivata la macchina dei soccorsi. Sono intervenuti i tecnici della stazione Valcellina del Soccorso alpino, l’elisoccorso regionale e un’ambulanza. Il primo tentativo di intervento con l’elicottero, tuttavia, è stato ostacolato dalla fitta nebbia, che ha impedito l’utilizzo del verricello. Anche un avvicinamento ravvicinato alla parete avrebbe comportato rischi:

Il salvataggio:

il forte spostamento d’aria prodotto dalle pale avrebbe potuto smuovere pietre e provocare una pericolosa caduta di detriti sull’alpinista. Con il calare della sera e l’arrivo del buio, la squadra di soccorso ha raggiunto il ballatoio anulare, dove la compagna di cordata era rimasta in attesa. Da quel punto un soccorritore si è calato lungo la parete fino a raggiungere l’uomo. Dopo averlo agganciato e aver tagliato le corde che lo tenevano sospeso, il tecnico è riuscito a condurlo in sicurezza alla base dell’obelisco. Nonostante le ore trascorse nel vuoto e le difficili condizioni ambientali, l’alpinista è rimasto lucido e collaborativo, contribuendo a evitare conseguenze più gravi. L’intervento, iniziato alle 18.50, si è concluso intorno all’una di notte, quando entrambi gli escursionisti sono stati finalmente messi in salvo. Link video (Tg1):

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