Sopravvissuti a 170 metri di profondità dopo il crollo provocato dalle inondazioni, Sanjay Sah e Kabir Maharjan sono stati estratti vivi dalla galleria di Trishuli 3A. I soccorritori riferiscono di aver udito altre voci provenire dal sottosuolo. Dopo nove giorni trascorsi intrappolati nel sottosuolo, due operai nepalesi sono stati tratti in salvo dal tunnel di Trishuli 3A, colpito da un crollo in seguito alle violente inondazioni provocate dal collasso di un ghiacciaio. Sanjay Sah e Kabir Maharjan si trovavano a circa 170 metri di profondità quando l’acqua e i detriti hanno ostruito le gallerie, impedendo loro di uscire. La loro sopravvivenza, in condizioni estremamente difficili, è stata definita miracolosa. Link video:
Le operazioni di soccorso sono proseguite senza sosta nonostante le numerose difficoltà. Squadre nepalesi, indiane e cinesi stanno lavorando all’interno e all’esterno del complesso per raggiungere le aree ancora isolate e verificare le condizioni degli altri lavoratori dispersi. A riaccendere le speranze è stata la segnalazione di alcune voci provenienti dalle gallerie. Gli operatori impegnati nelle ricerche affermano infatti di aver udito richieste d’aiuto dal sottosuolo. Per questo motivo, i soccorritori stanno concentrando gli sforzi nei punti in cui potrebbero trovarsi altre persone ancora vive. Il bilancio della tragedia resta però drammatico: centinaia di persone risultano disperse e le squadre devono avanzare tra fango, acqua e strutture danneggiate. Ogni operazione viene condotta con estrema cautela, poiché il rischio di nuovi cedimenti rimane elevato. Il salvataggio di Sah e Maharjan rappresenta una fonte di speranza per le famiglie degli altri operai coinvolti. Dopo nove giorni di attesa, i soccorritori continuano a cercare superstiti, nella convinzione che dalle gallerie possano ancora arrivare segnali di vita. Link video:
