Alcuni costituzionalisti per il no “contesto predatorio di stampo neoliberista, gioverà multinazionali” – video

“Un contesto predatorio di stampo neoliberista” – questa la definizione del giudice costituzionale emerito Paolo Maddalena. Nel corso di un suo internento alla tv indipendente Byoblu.com, Maddalena ha osservato che il taglio dei parlamentari “gioverà le multinazionali“. Video:

Se vincesse il no, il numero dei deputati e senatori resterebbe invariato rispettivamente a 630 e 315; se vincesse il sì, i deputati passerebbero da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. Questa modifica riduce la rappresentatività del popolo, secondo l’avvocato Felice Besostri, ed “è incostituzionale perché viola il principio di uguaglianza”, favorendo delle disuguaglianze tra i cittadini residenti in Regioni diverse. “Il caso più clamoroso è quello della Calabria, che passerà da dieci a sei senatori, lo stesso numero del Trentino-Sud Tirolo, con la differenza, però, che la Calabria ha il 90% della popolazione in più rispetto al Trentino. Un calabrese finirebbe così per valere la metà rispetto a un trentino, per quanto riguarda il diritto di voto”, osserva l’avv. Felice Besostri. I sostenitori del “sì” affermano che, approvando la riforma, si avrebbe un risparmio dei costi, ma “è una motivazione volgare per chi crede nella democrazia” – controbatte l’avvocato Besostri – perché, paradossalmente, “allora abrogando il Parlamento, si risparmierebbe molto di più”. Una riduzione del numero dei parlamentari sarebbe ammissibile, secondo l’avvocato Besostri, solo con una legge elettorale che consenta all’elettorato di scegliere i propri rappresentanti, non con il Rosatellum (l’attuale legge elettorale) che dà di fatto il potere ai vertici dei partiti di nominare i parlamentari. Link video YouTube (Byoblu.com):

 

Critiche sul referendum e una netta posizione per il No al taglio dei parlamentari anche da alfonso Cerotto (professore costituzionalista). Stralcio di Radio Radicale:

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